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Povere ma con 160 auto, a processo prestanome per rapine

Furti in aumento, torna la paura. Come difendersi

20 Marzo 2022, 17:19

 VENEZIA, 20 MAR - Possedevano sulla carta 160 automobili, molte risultate in fermo amministrativo, ma erano due donne nullatenenti, una addirittura risulta abitare in un alloggio comunale a Milano. In realtà le vetture servivano a una banda specializzata in furti e rapine nel Nord Italia, scoperta da un’indagine partita da Verona, grazie alla Polizia Locale e i Carabinieri di San Giovanni Lupatoto (Verona).

L’organizzazione criminale sarebbe specializzata in molti reati, come furti agli anziani, nelle abitazioni e rapine. Gli accertamenti sono scattati a metà ottobre, quando i militari hanno fermato un veicolo per un controllo, scoprendo al suo interno documenti e chiavi di altre auto.

Tra il materiale c'era un certificato di proprietà intestato a una delle due donne, una milanese di 50 anni. Consultando la banca dati «Giano», realizzata dal Comune di Verona, si è scoperto che i veicoli di sua proprietà erano stati già visti circolare in zone dove, successivamente, si erano verificati furti in abitazione.
Il meccanismo era ormai oliato: con grande rapidità alle due donne venivano intestati uno o due veicoli al giorno, fino ad accumulare il totale di 160; molte delle vetture erano in fermo fiscale e sottoposte a divieto di vendita. La Polizia locale ha incrociato i dati con l’Ufficio Intestazioni Fittizie della Procura della repubblica di Milano, dove è emersa una lista di reati collegati, come false attestazioni e resistenza a pubblico ufficiale, ricettazione, porto ingiustificato di armi e di oggetti per lo scasso.
La magistratura del capoluogo lombardo ha quindi emesso un provvedimento di blocco anagrafico per le due donne, così da rendere impossibile altre intestazioni fittizie. I veicoli sono stati posti sotto sequestro, e le due donne sono state già rinviate a giudizio per il reato di truffa ai danni dello Stato.


Dall’inizio del 2019 sono 16 i prestanome scoperti dal Nucleo della Polizia Locale di Verona, e più di mille i veicoli cancellati al Pra. Gli illeciti o i reati collegati a queste auto con intestazione fittizia, come nel caso delle due donne milanesi, sono in genere multe mai pagate, per un importo complessivo superiore al milione di euro, legate a infrazioni da autovelox o Ztl, ma anche pirateria della strada, con soggetti pregiudicati coinvolti in incidenti gravi che si sono dileguati.
«Grazie all’Autorità giudiziaria e alla sinergia tra Forze dell’Ordine - commenta il comandante della Polizia locale scaligera, Luigi Altamura - partendo da un controllo siamo risaliti all’utilizzo di veicoli usati dalla criminalità in mezza Italia. Si è riusciti a bloccare questa attività di intestazione, dimostrando una truffa a danni dello Stato». (ANSA).

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