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Bagni vietati a Sorrento e Taormina: l'acqua è inquinata

Bagni vietati a Sorrento e Taormina: l'acqua è inquinata

13 Agosto 2022,16:21

Proprio nei giorni del pienone di Ferragosto, con turisti da tutto il mondo che le hanno letteralmente invase, due perle italiane, Sorrento e Taormina sono costrette a vietare i bagni a mare. Provvedimenti adottati dai rispettivi primi cittadini che confidano in un ritorno alla normalità in tempi brevi. Tutto colpa, a Sorrento, delle forti piogge di questi giorni e a Taormina del riversamento in mare di acque nere.

Zone vietate alla balneazione ma comunque, si sottolinea in particolare in Sicilia, delimitate rispetto al resto dell’area marina. In costiera il sindaco di Sorrento, Massimo Coppola, ha emanato un divieto temporaneo di balneazione lungo l’intero specchio d’acqua antistante Marina Grande: un provvedimento adottato a seguito dei rilievi effettuati dall’Arpac, l’Agenzia regionale per l’ambiente, il 10 agosto scorso, che hanno rilevato percentuali di inquinamento oltre la norma. A pesare sull'esito delle analisi, i nubifragi che da giorni stanno interessando la penisola sorrentina, che hanno generato una situazione eccezionale di criticità del sistema fognario locale e del relativo impianto di depurazione gestito dalla società Gori con conseguente sovraccarico degli impianti. Controlli sono in corso e non appena i dati rientreranno nella norma - si assicura al Comune di Sorrento - il provvedimento sarà immediatamente revocato.

In Sicilia il divieto di balneazione riguarda un tratto di mare da Taormina, nella frazione di Mazzeo e a Leojanni, per lo sversamento di acque nere. «Il divieto di balneazione riguarda un tratto di mare di 250 metri a sud e a nord della foce del torrente nel quale si è riversata parte delle acque nere, quindi un tratto ben delimitato e indicato dalla segnaletica apposta dai due comuni», afferma il sindaco di Taormina Mario Bolognari. «In particolare, il divieto è scattato per un tratto della spiaggia di Mazzeo dove non insistono lidi attrezzati, che, invece, in altre zone sono perfettamente abilitati ad accogliere la clientela e a fornire ogni tipo di servizi. Aggiungo che nel frattempo si sta lavorando per eliminare l’inconveniente con mezzi e operai che si trovano sul posto da tre giorni e che già il fenomeno è visibilmente ridotto», sottolinea il sindaco.

Preoccupazione, comunque, a Sorrento dove si registra in questi giorni il tutto esaurito. Gaetano Maresca, ambientalista, già responsabile della condotta Slow Food, evidenzia: «basta guardare le immagini, girate in queste ore, dei tombini saltati in tutti i comuni della Penisola sorrentina per capire come si sia in presenza di un fenomeno diffuso perchè il depuratore di Punta Gradelle non consente l’ingresso di acque reflue nell’impianto oltre un certo limite. In caso contrario, scoppia. Le sue dimensioni sono drammaticamente sottostimate rispetto alle quantità immesse dai residenti di 5 comuni della zona. E il problema si evidenzia ancor di più, quando la pioggia confluisce nell’unica condotta consortile. Dov'è finita la tutela del mare? Non era difficile prevedere che i prelievi ARPAC avrebbero rilevato l’eccesso di colibatteri e il conseguente divieto di balneazione».

In molti chiedono al sindaco Massimo Coppola di farsi portavoce affinché la società Gori spa crei una condotta ad hoc per le acque meteoriche. Per Francesco Gargiuolo, rappresentante di un movimento civico, «la situazione è allarmante. E’ un valzer infinito di ammaina bandiera. Da pochi giorni le acque di Marina Grande erano diventate di nuovo balneabile. E’ il caso di fare una riflessione tutti assieme e chiedere adeguamenti delle condotte».

© Riproduzione riservata

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