svezia
Non solo scavi e fossili: la storia dell’evoluzione umana è scritta anche nel Dna antico e se oggi è possibile studiarla il merito è di Svante Pääbo, l’archeologo del genoma umano premiato con il Nobel per la Medicina 2022. Le sue ricerche hanno permesso di scoprire cugini dell’uomo di cui si ignorava l’esistenza, come i Denisovani, e di trovare, nei geni dei Neanderthal ancora nascosti nel Dna dell’uomo moderno la chiave per capire molte malattie, come schizofrenia e Covid-19. Sicuramente è stata una decisione inattesa e sorprendente, accolta da molti come il riconoscimento a un pioniere che ha aperto una frontiera della ricerca tanto inesplorata quanto promettente.
Anche il padre ricevette il Nobel
Buon sangue non mente. Il neo vincitore del premio Nobel per la medicina, Svante Paabo, è a sua volta figlio di un Nobel per la medicina: suo padre, il biochimico svedese Sune Karl Bergstrom, è stato infatti insignito dello stesso riconoscimento 40 anni fa per i suoi studi sulle prostaglandine (insieme a Bengt I. Samuelsson e John R. Vane). Svante Paabo non porta il cognome del padre perchè figlio illegittimo, frutto di una relazione extraconiugale con la chimica estone Karin Paabo. Per anni Bergstrom ha condotto una doppia vita, dividendosi fra due famiglie: solo alla sua morte, avvenuta nel 2004, la moglie e il figlio legittimo hanno scoperto dell’esistenza di Svante, che nel frattempo era già diventato uno scienziato affermato seguendo proprio le orme del padre. Questa non è la prima volta che il Nobel si rivela una questione di famiglia. Il caso più eclatante è quello dei Curie: Marie Sklodowska e il marito Pierre Curie hanno vinto il Nobel per la fisica nel 1903 per gli studi sulle radiazioni. Marie, rimasta vedova, ha poi conquistato nel 1911 il Nobel per la chimica grazie alla scoperta della radioattività artificiale. Nel 1935 è stato invece il turno della figlia, Irène Joliot-Curie, che insieme al marito Frederic Joliot ha vinto il Nobel per la chimica grazie alla scoperta della radioattività artificiale. Un’altra famiglia da Nobel è quella del fisico britannico Joseph John Thomson, premiato nel 1906 per la scoperta sperimentale degli elettroni, mentre il figlio George Paget Thomson ha ricevuto lo stesso premio nel 1937 per aver dimostrato il comportamento ondulatorio di queste particelle. Un altro caso celebre è quello del fisico danese Aage Bohr, che nel 1975 ha vinto il Nobel per i suoi studi sulla struttura nel nucleo dell’atomo, condotti anche grazie alle scoperte del padre Niels, Nobel per la fisica nel 1922 per la comprensione della struttura atomica. Dna da Nobel anche per il chimico Hans von Euler-Chelpin, premiato nel 1929 per gli studi sugli enzimi coinvolti nella fermentazione dello zucchero, e il figlio Ulf von Euler, insignito del Nobel per la medicina nel 1970 per le ricerche sulla noradrenalina. L'impresa di essere premiati per la stessa ricerca è riuscita a William Henry Bragg e al figlio William Lawrence (che a 25 anni è stato il più giovane vincitore di Nobel della storia): i due hanno conquistato il massimo riconoscimento per la fisica nel 1915 per i loro studi sull'analisi della struttura cristallina per mezzo dei raggi X. L'unica coppia di fratelli a cui è stato assegnato un Nobel è quella di Jan e Nikolaas Tinbergen: il primo ha vinto nel 1969 il premio per l’economia mentre il secondo ha conquistato nel 1973 quello per la medicina. Infine, il caso più recente è quello del biochimico statunitense Roger David Kornberg, premiato nel 2006 con il Nobel per la chimica per le sue scoperte sulla trascrizione del Dna a quasi 50 anni di distanza dal padre Arthur, Nobel per la medicina 1959 per la scoperta degli enzimi coinvolti nella replicazione del Dna.
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