CUNEO
Il generale Vannacci (foto d'archivio)
«Mi fa piacere che il gioielliere Mario Roggero si sia rivolto a me. Segno che il mio libro ha lasciato il segno». Così in un colloquio con la Stampa il generale Roberto Vannacci. «Io - dice ancora - non mi occupo di giustizia. Non sono un uomo di legge, io faccio il soldato. Detto questo sono assolutamente empatico con il gioielliere alle prese con vicissitudini che non merita».
Da parte sua «continuerò a sostenere che la difesa debba essere sempre legittima. A farmi ascoltare su questo tema». Intanto, scrive il quotidiano, si è preso venti giorni di ferie per promuovere il volume e pensarne magari uno nuovo: «Probabilmente ne scriverò un altro per sostenere questi principi che devono essere alla base di una società e di un Paese libero. Io sarò sempre schierato, mai a favore rispetto ai delinquenti e a chi non rispetta la legge. Le persone oneste devono essere tutelate».
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata