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SOSTENIBILITÀ

Viaggi in Frecciarossa? Trenitalia ti dice quanti chili di CO2 risparmi rispetto all’auto

Viaggi in Frecciarossa? Trenitalia ti dice quanti chili di CO2 risparmi rispetto all’auto

di David Vezzali

23 Aprile 2024, 12:32

Se si acquista il biglietto di un treno Frecciarossa sul sito di Trenitalia, da qualche giorno c’è una «nuvoletta» nella riga che contiene i dettagli del treno prescelto: cliccando, compare l’indicazione di quanta anidride carbonica (CO2) si risparmia, per persona, rispetto al viaggio in auto.

Trenitalia rende noto di essere la prima impresa ferroviaria europea a far conoscere le emissioni di CO2 dei propri viaggi tramite il calcolatore ufficiale «Ecopassenger». Si inizia adesso con i viaggi a bordo delle Frecce e da maggio il calcolo delle emissioni di CO2 sarà disponibile anche per i biglietti dei treni regionali e Intercity.

In dettaglio, acquistando un biglietto Frecciarossa Parma-Milano viene dichiarato che, per passeggero, si risparmiano 10,67 chilogrammi di anidride carbonica rispetto al viaggio in auto. Per il tragitto Parma-Roma i chili di CO2 risparmiati salgono a 31,2.

«La sostenibilità è un obiettivo strategico di Trenitalia e l’integrazione di Ecopassenger con i nostri sistemi di vendita contribuirà a rendere ancora più completa l’esperienza di viaggio. Grazie a questa nuova funzionalità, ogni passeggero avrà piena consapevolezza dell’impatto ambientale del viaggio in treno e dei benefici per l’ambiente rispetto allo stesso tragitto effettuato con altri mezzi», ha dichiarato Luigi Corradi, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Trenitalia.

L’attenzione all’ambiente è una delle variabili che guida la scelta del mezzo di trasporto. Secondo una rilevazione condotta per Trenitalia, l’86% dei viaggiatori afferma di scegliere il treno perché meno inquinante.

Ecopassenger è sviluppato dall’UIC (Union Internationale des Chemins de fer), verificato dall’Istituto per la Ricerca sull’Energia e sull’Ambiente di Heidelberg e approvato dall’Agenzia Europea per l’Ambiente e dalla Commissione Europea. In Italia questa metodologia è stata sottoposta a verifica da parte dell’Ente per le Nuove tecnologie, l’Energia e l’Ambiente (ENEA).

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