GENOVA
(ANSA) - GENOVA, 27 MAG - La candidata del campo progressista Silvia Salis è la nuova sindaca di Genova. La conferma ufficiale arriva dai dati diffusi dal ministero dell'Interno al termine dello scrutinio nelle 653 sezioni delle elezioni amministrative finito in tarda notte: la coalizione centrosinistra-M5S vince al primo turno con 124.720 voti pari al 51,48% del totale sulla coalizione di centrodestra guidata dal candidato sindaco Pietro Piciocchi con 107.091 voti pari al 44,20%. Per essere eletti al primo turno era necessario ottenere almeno la maggioranza assoluta (50%+1) dei voti validi.
«Io sono qui per dare un messaggio a Genova, non al governo o a Meloni. Anzi, spero di incontrarla presto per capire come possiamo lavorare insieme per il bene della città». Così, a Repubblica, la neosindaca di Genova Silvia Salis. Che l’aria stava cambiando «si era capito già alle regionali dello scorso anno, quando a Genova il centrosinistra era finito avanti di otto punti». «Questa è una città che aveva bisogno di un vento nuovo, di scrollarsi di dosso tutto quello che ci avevano portato al disonore delle cronache. E poi ha pesato il senso di unione che ha dato questa coalizione fin dal primo giorno. La narrazione della destra è stata grossolana e la gente se n'è acc orta. Noi diciamo sì alle infrastrutture che servono e ai grandi progetti già in corso. Poi diciamo che bisogna pensare subito anche alle infrastrutture sociali. Il campo progressista, quando si concentra sulle cose che lo uniscono, che sono molte più di quelle che lo dividono, può vincere potenzialmente ovunque. Quando ci uniamo e si mettono a confronto le classi dirigenti nostre e quelle loro, non c'è storia». Salis ha rilasciato una intervista anche alla Stampa: con l'avversario Pietro Piciocchi «è stata un a chiamata molto breve e molto formale, nella quale ci siamo detti che poi ci vedremo per il passaggio di consegne. Mi sento felice, soddisfatta e orgogliosa della gara che abbiamo fatto perché sia come stile che come responsabilità verso la cittadinanza siamo stati veramente al livello che mi aspettavo. L’abbiamo fatto per Genova e l’abbiamo fatto perché la politica deve imparare a parlare un linguaggio migliore e a essere di esempio. E intendo un esempio positivo, non un esempio becero, negativo, come quello dell’assessore che ha postato una mia foto in costume da bagno con mio figlio in braccio senza nemmeno oscurarne il volto». Rispetto al referendum «io trovo terribile che le istituzioni di questo Paese invitino a non andare a votare. Credo che si possa suggerire un certo ti po di voto o addirittura la scheda bianca, ma non di non andare a votare. Io comunque voterò cinque sì». (ANSA).
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