nuova udienza
«Non sembra che sia possibile invocare un’infermità che sia tale da definire un vizio di mente per Chiara Petrolini». Lo ha detto Renato Ariatti, consulente psichiatrico di parte civile per i legali di Samuel Granelli, il padre dei neonati sepolti, ex fidanzato della 22enne. Nel corso della quinta udienza del processo a carico di Chiara Petrolini, Ariatti ha specificato che il lavoro svolto insieme a Marco Samorì, psicologo e psicoterapeuta, si basa sugli atti disponibili ed é interlocutorio e preliminare in attesa della perizia psichiatrica in corso sul profilo della ragazza. «Stato dissociativo? Ci sono due identità? Manca questa sovrapposizione di funzioni, manca un trauma che giustifichi la dissociazione, ci sono ricordi dei fatti avvenuti e manca un’amnesia vera che giustifichi la dissociazione. Non abbiamo trovato disturbi della personalità».
«Riteniamo che al momento dei fatti per cui Chiara Petrolini è indagata si trovasse una condizione di profonda alterazione dello stato psichico. Si esclude completamente la capacità di intendere e di volere, riteniamo che al momento del parto si sia verificato uno stato di dissociazione che ha impedito a Chiara di avere le capacità che sono necessarie per gestire quella situazione». Lo ha detto Pietro Pietrini, consulente psichiatrico della difesa di Chiara Petrolini durante dell’udienza del processo in corso a Parma. La relazione di parte è stata realizzata con altri due esperti, Alessandra Bramante e Giuseppe Cupello, nel corso dell’indagine. Pietrini ha aggiunto: «Chiara ha un quadro psicopatologico caratterizzato da personalità immatura fragile, discontinua, con significative difficoltà nell’integrazione affettiva e nella presentazione di sé e dell’altro e nella gestione di stati emoti vi complessi. Si può parlare di 'denial pregnancy' una negazione inconscia della gravidanza, una situazione in cui nella donna non si manifesta praticamente alcun segno. Chiara non ha cambiato taglia e abitudini, nessuno degli amici ha notato nulla». (ANSA).
«Riteniamo che al momento dei fatti per cui Chiara Petrolini è indagata si trovasse una condizione di profonda alterazione dello stato psichico. Si esclude completamente la capacità di intendere e di volere, riteniamo che al momento del parto si sia verificato uno stato di dissociazione che ha impedito a Chiara di avere le capacità che sono necessarie per gestire quella situazione». Lo ha detto Pietro Pietrini, consulente psichiatrico della difesa di Chiara Petrolini durante dell’udienza del processo in corso a Parma. La relazione di parte è stata realizzata con altri due esperti, Alessandra Bramante e Giuseppe Cupello, nel corso dell’indagine. Pietrini ha aggiunto: «Chiara ha un quadro psicopatologico caratterizzato da personalità immatura fragile, discontinua, con significative difficoltà nell’integrazione affettiva e nella presentazione di sé e dell’altro e nella gestione di stati emoti vi complessi. Si può parlare di 'denial pregnancy' una negazione inconscia della gravidanza, una situazione in cui nella donna non si manifesta praticamente alcun segno. Chiara non ha cambiato taglia e abitudini, nessuno degli amici ha notato nulla».
«L'ho incontrata al rientro da New York, ci ha raccontato che era stata lei, disse che...». Anche Alessia Giorgi, una delle amiche di Chiara Petrolini, è scoppiata a piangere dopo pochi minuti dall’inizio della sua deposizione rispondendo alle domande del pubblico ministro di fronte alla Corte d’Assise del tribunale di Parma. Poco prima era già successa una scena simile con un’altra amica testimone. La ragazza é uscita dall’aula per alcuni istanti, seguita da altri giovani. La pm Francesca Arienti ha espresso la sua contrarietà al fatto che ci fossero contatti e dialoghi tra i testimoni fuori dall’u dienza nel corso di un’audizione in aula. Giorgi poi ha ripreso il suo racconto: «Chiara non ci ha detto nulla, ha spiegato solo che è andata così perché ha avuto paura dei giudizi e che non sapeva se il bimbo er a nato vivo o morto». Tanti «non so», «questo non lo abbiamo chiesto a Chiara" accomunano le risposte dei giovani testimoni. Alla domanda di Nicola Tria, avvocato difensore di Petrolini: «Chiara le disse: 'Non so se riesco ad andare avanti?'». Giorgi ha risposto «Sì», aggiungendo, «quando ho saputo com'era andata avevo paura che in casa si facesse del male e di tutte le conseguenze che ci sarebbero state dopo».
«Ho sentito Chiara quando era a New York e mi ha detto che era felice». Poche ore prima di partire per gli Usa, Chiara Petrolini aveva seppellito il figlio appena nato nel giardino di casa. In Corte d’assise la deposizione di Irene Garulli, una tra le migliori amiche dell a ragazza accusata di aver ucciso e sepolto i due figli neonati a Vignale, in provincia di Parma. Irene ha interrotto più volte la sua testimonianza, inizialmente é scoppiata a piangere quando l’accusa le ha chiesto di presunti abusi subiti dall’imputata. Nel corso della sua deposizione l’amica ha spiegato che nei giorni successivi al ritrovamento del primo corpicino, nell’agosto 2024, Chiara così giustificó il suo comportamento: «Sono andata in ansia e ho reagito come ho reagito, ho avuto paura, mi sono sentita sola ed é successo quel che é successo».
"Il 6 agosto (poche ore prima del secondo parto ndr) abbiamo passato la sera insieme a casa mia, abbiamo fumato marijuana e bevuto qualche birra e un po' di grappa". Così Chiara Facchin amica di Chiara Petrolini, nel corso della nuova udienza in Corte d'Assise a Parma: Petrolini è imputata per il duplice omicidio dei suoi due figli neonati, sepolti nel giardino di casa. La ragazza di Traversetolo ha partorito i due bimbi, uno a maggio 2023 e l'altro ad agosto 2024, al termine di gravidanze di cui nessuno aveva mai saputo nulla, neppure genitori e l'ex fidanzato e padre dei bambini. Rispondendo alle domande della Pm Francesca Arienti, l'amica di Petrolini, testimoniando, ha aggiunto: "Nei giorni successivi al secondo parto ci siamo sentite per messaggio, diceva di aver avuto un forte ciclo mestruale. La sera del 7 agosto ci siamo riviste per un aperitivo in una cantina della zona, poi siamo andate anche a bere un altro drink in un bar e infine l'ho portata a casa. Doveva partire per una vacanza negli Usa".
Chiara é una delle sue amiche autorizzate dai magistrati a incontrare Petrolini (tuttora ai domiciliari): "Chiara dice che per lei i bambini erano nati morti, ma non lo sa; dice che non ha rivelato a nessuno la sua gravidanza per tanti motivi tra cui la paura del giudizio". L'avvocato Nicola Tria, difensore, ha chiesto se l'amica avesse mai sospettato nelle settimane precedenti il secondo parto: "Non ho mai notato nulla, nemmeno quando era nuda uscita dalla doccia o in piscina, Chiara non aveva la pancia e non mostrava nessuna alterazione a livello di comportamento". (ANSA).
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