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GERMANIA

"Il volo annullato all'improvviso e la notte in aeroporto": l'odissea di 190 italiani a Berlino

Ryanair

04 Gennaio 2026, 18:49

Bloccati da ieri sera all’aeroporto di Berlino per un volo Ryanair diretto a Roma previsto alle 19,30, prima rinviato alle 20 e poi alle 22, infine annullato alla mezzanotte dopo 4 ore trascorse a bordo del veicolo senza ricevere assistenza. Centonovanta passeggeri, in gran parte italiani - tra loro anche bambini e anziani - hanno passato la notte nello scalo tedesco, dopo che la compagnia non è riuscita a trovare loro una sistemazione alberghiera. Intorno alle 13 di oggi sono stati fatti salire a bordo di un aereo che era stato riprogrammato per le 10 di stamattina, con la speranza di riuscire finalmente a partire.

A raccontare la loro odissea è uno dei passeggeri.
«Ieri a Berlino era una giornata di neve, ma non c'era una tormenta, tant'è che siamo riusciti a raggiungere l’aeroporto. Ci hanno imbarcato con un’ora di ritardo e poi tenuti sull'aereo per quattro ore senza ricevere generi di conforto e informazioni. - riferisce Simone, partito con la moglie e due figli minorenni - Fatta l’operazione di decongelamento delle ali, l’aereo era nella lista di decollo, ha iniziato il rullaggio, ma all’ultimo momento il comandante ha comunicato che l'aeroporto era chiuso. Una decisione che da quello che abbiamo saputo non sarebbe stata legata al maltempo ma a una legge federale che vieta i voli notturni dalle 23 alle 5» .
«In un primo momento la Ryanair ci aveva comunicato che avrebbero provveduto alla sistemazione in hotel. Poi con un altro messaggio ci ha informato di non aver trovato posto e di provvedere autonomamente a costi ragionevoli, presentando successivamente una richiesta di rimborso. Ma alle due di notte e con altri passeggeri nelle nostre stesse condizioni non avevamo la possibilità di trovare un albergo».
La compagnia aveva anche fatto sapere che il volo era stato riprogrammato per le 10 di stamani. Ma non è andata così: «ci hanno comunicato nuovo rinvio a mezzogiorno per la difficoltà di costituire un equipaggio. Di fronte alla nostra protesta, ci hanno detto di rivolgerci all’ambasciata e solo dopo è cominciato l’imbarco». (ANSA).

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