Arrestato il gestore di Le Constellation: “Rischio di fuga”. La moglie ai domiciliari con il braccialetto elettronico: "Chiedo scusa"
09 Gennaio 2026, 16:59
Dopo un interrogatorio fiume di oltre sei ore e mezza Jacques Moretti, chiacchierato imprenditore francese e titolare del disco bar Constellation di Crans-Montana, esce dal retro della procura di Sion a bordo di un cellulare della polizia cantonale del Vallese. Indagato con sua moglie Jessica Maric per omicidio, lesioni e incendio per il rogo di capodanno in cui sono morte 40 persone, su di lui ora pende una richiesta di arresto della Procuratrice generale Béatrice Pilloud. Al momento è in stato di fermo.
Dopo la lunga «audizione», come la definiscono i magistrati svizzeri, oggi la titolare delle indagini si è convinta: «Considerate le sue dichiarazioni, il suo percorso di vita e la sua situazione in Svizzera e all’estero, il pericolo di fuga è concreto», spiega in serata. Dalla porta principale dell’austero palazzo giudiziario si allontana invece in lacrime la moglie Jessica, scortata dai poliziotti e dal suo pool difensivo, composto dai prestigiosi avvocati ginevrini Yael Hayat, Nicola Meier e Patrick Michod. Per lei la procura ha chiesto gli arresti domiciliari e il braccialetto elettronico, per «limitare il pericolo di fuga». Ma tali misure "sostitutive", per essere esecutive, dovranno essere confermate entro 48 ore dal tribunale. Allontanandosi a fatica dagli uffici giudiziari, Jessica sussurra, piangendo, alla folla dei giornalisti: «I miei pensieri costanti per le vitime e le persone che si stanno battendo tra la vita e la morte oggi: è una tragedia inimmaginabile e non avrei mai potuto immaginare che questo si potesse verificare in un nostro locale e voglio scusarmi».
A raccontare l’epilogo del drammatico confronto di oggi è stato l’avvocato Michod, visibilmente provato: «Al termine dell’interrogatorio il procuratore generale ha auspicato di avere da Moretti una serie di garanzie, le ha proposte e il mio cliente le ha immediatamente accettate e nel giro di 48 ore le depositerò al tribunale competente per le valutazioni». Una dichiarazione che, al di la del linguaggio tecnico-giuridico, racconta un atteggiamento collaborativo da parte dei titolari del locale di Crans-Montana, a fronte di una misura cautelare severa, ma anticipa anche la volontà dei difensori di tentare di orientare il Tribunale verso una misura restrittiva più morbida.
In attesa delle decisioni del tribunale svizzero, muove i primi passi anche l’inchiesta italiana, aperta dalla procura di Roma, per omicidio colposo plurimo, incendio e lesioni. Nei prossimi giorni si svolgeranno le autopsie delle vittime, che non sono state fatte in Svizzera: i pm di piazzale Clodio hanno delegato le procure di Milano, di Bologna e di Genova, le città dove risiedevano i ragazzi morti. I magistrati emiliani hanno già dato l’ordine di far riesumare la salma del 16enne di Bologna Giovanni Tamburi, i cui funerali sono stati celebrati mercoledì, a Milano ci saranno invece gli esami sui corpi dei 16enni Chiara Costanzo e Achille Barosi mentre la procura di Genova fisserà invece a breve la data dell’esame autoptico su Emanuele Galeppini, il sedicenne campione di golf. Il legale della sua famiglia, l'avvocato Alessandro Vaccaro, ha annunciato che la prossima settimana incontrerà il procuratore generale di Sion per «chiedere di estendere le imputazioni anche al Comune o ai responsabili comunali, per omissione di controlli» e di modificare i capi d’accusa.
Nei prossimi giorni i familiari delle vittime della tragedia di Crans-Montana saranno ricevuti a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e dall’Avvocato generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi, secondo cui l’incontro servirà a concordare una linea comune sul fronte giudiziario, sia in ambito elvetico sia italiano, valutare i profili legali e le possibili iniziative da intraprendere nei due ordinamenti.