MILANO
(ANSA) - MILANO, 12 GEN - Il gup di Milano Emanuele Mancini ha condannato con rito abbreviato 62 imputati a pene fino a 16 anni di reclusione e ne ha mandati a processo 45 nel maxi procedimento a carico di 145 persone, scaturito dall'inchiesta "Hydra" della Dda. Caso con al centro una presunta "alleanza" tra affiliati di Cosa Nostra, 'ndrangheta e camorra in Lombardia per fare "affari", ossia sul cosiddetto "sistema mafioso lombardo". Il giudice, che ha letto il dispositivo stasera nell'aula bunker del carcere di Opera, ha riconosciuto la contestazione principale dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, della Procura diretta da Marcello Viola, ovvero l'associazione mafiosa "costituita da appartenenti alle tre diverse organizzazioni" criminali. Le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo, che si sono avvalse anche di recente dichiarazioni di alcuni imputati "pentiti", erano passate per una decisione del gip Tommaso Perna che nell'ottobre del 2023 bocciò gran parte degli arresti, rigettando 142 istanze di misura cautelare su 153, poi però confermati dal Riesame e dalla Cassazione. La maggior parte degli imputati si trova in carcere. La pena più alta, 16 anni, è stata inflitta a Massimo Rosi, considerato esponente di vertice della 'ndrangheta. Degli 80 imputati in abbreviato 18 sono stati assolti. Nove hanno patteggiato. Undici imputati sono stati prosciolti in udienza preliminare. (ANSA).
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