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ROMA

Leal, 'un grave presagio per il futuro il lupo ucciso dai bracconieri nel Pavese'

Associazione, no al declassamento

Leal, 'un grave presagio per il futuro il lupo ucciso dai bracconieri nel Pavese'

21 Gennaio 2026, 17:18

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - È stato rinvenuto nei pressi di Sommo, in provincia di Pavia, un lupo gravemente ferito e in fin di vita. In un primo momento si era ipotizzato un investimento stradale, ma gli esami radiografici hanno rivelato una realtà ben più drammatica: l'animale era stato colpito da un'arma da fuoco. Nonostante la segnalazione immediata della Polizia Provinciale e il tempestivo intervento del Cras, il lupo è spirato poche ore dopo, aggiungendosi alla lunga lista di vittime del bracconaggio che ogni anno colpisce la fauna selvatica italiana. Leal, Lega Antivivisezionista - si legge in una nota - ha sporto denuncia e, attraverso il responsabile fauna selvatica Cristiano Fant esprime profonda preoccupazione per il significato di questo ennesimo episodio: "Alla luce dell'ennesimo caso di bracconaggio, si conferma la pericolosità degli uomini nei confronti della biodiversità. Ogni lupo ucciso è un grave danno per l'ambiente ed è il risultato di una cultura atavica e limitata, oltre che di evidenti mancanze in tema di prevenzione. L'Italia è la fotografia di un mondo che non sa convivere con sé stesso: una specie che si autodefinisce 'la più evoluta' ma che continua a essere la più violenta e dannosa del pianeta, incapace persino di porre rimedio ai propri errori. Se il Senato voterà sì al declassamento, prepariamoci a una strage che moltiplicherà i circa 300 lupi uccisi ogni anno". La decisione italiana di aderire al declassamento dello stato di protezione del lupo - approvata dalla Camera lo scorso dicembre - è fortemente contestata da LEAL, che da anni si batte per una gestione fondata su dati scientifici e non su pressioni politiche o interessi di categoria. L'associazione ha già presentato un ricorso contro il provvedimento e annuncia nuove iniziative legali e istituzionali. "Siamo pronti a intervenire in tutte le sedi contro il declassamento in Italia", si legge in una nota dell'organizzazione. Fant aggiunge: "Grave sarebbe il pregiudizio che ne deriverebbe, poiché non esistono basi scientifiche valide a sostegno di una decisione tanto pesante, che rischierebbe di compromettere in modo irreversibile l'equilibrio ambientale". (ANSA).

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