LA SPEZIA
(ANSA) - LA SPEZIA, 22 GEN - "Oggi tutta la nostra città si ferma per ascoltare il silenzio che Youssef ha lasciato e condividere il dolore nell'addio della sua famiglia, dei suoi amici, della comunità scolastica, della comunità cristiana copta e di ciascuno di noi". Lo scrive il sindaco della Spezia, Pierluigi Peracchini, in una lettera alla cittadinanza nel giorno dei funerali di Abanoub Youssef, lo studente diciottenne accoltellato a morte da un compagno all'interno dell'istituto professionale "Domenico Chiodo" della città. "Ascoltare il rumore di quel dolore, di quel silenzio e di quegli addii, anche il nostro, è oggi un dovere morale. È l'unico modo per non lasciare sola una famiglia e traumatizzata un'intera generazione di giovani spezzini, bambini e ragazzi, che da venerdì scorso si interrogano con paura e rabbia sul perché". "Da padre, prima ancora che da sindaco, è impensabile accompagnare il proprio figlio a scuola e non poterlo riabbracciare all'uscita. È inaccettabile che una vita possa essere spezzata senza alcun senso e che la violenza possa insinuarsi ovunque. Conoscevo Youssef - continua il primo cittadino ricordando di aver incontrato il giovane in passato -: attraverso la comunità cristiana copta di cui faceva parte, per l'impegno dimostrato durante l'emergenza Covid a beneficio di tutta la città", "Esiste una sola risposta possibile a questo cuore spezzato, alla rabbia e alla paura di chi oggi si trova accanto a quel banco vuoto o a quella camera silenziosa: la giustizia. Una giustizia che, come ci ricordava papa Francesco in un celebre discorso, 'ha bisogno di verità, di fiducia, di lealtà e di purezza di intenti'. Il mio non vorrebbe essere solo un messaggio di cordoglio, ma anche una promessa di impegno istituzionale. Un impegno che deve unirci tutti per arginare un dolore immenso, intergenerazionale, che ha colpito la nostra città, e per stare accanto ai ragazzi che oggi, nelle loro classi, osserveranno un minuto di silenzio in memoria di Youssef, nella speranza di ritrovare insieme quella 'purezza di intenti' necessaria per andare avanti, nell'attesa di una giustizia capace di ricomporre questo legame spezzato". (ANSA).
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