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"Ha la taglia 48? Mangia troppo...", cliente di un negozio va dagli avvocati

Cuneo, in auto sotto casa della ex, è stalking

24 Gennaio 2026, 17:33

«Se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra». È quanto si è sentita dire la cliente di un negozio con il quale si era messa in contatto telefonico dopo avere visto on-line un cappotto che le interessava. «Sono stata vittima di body shaming», dice la donna che si è rivolta agli avvocati Angelo e Sergio Pisani per far valere le sue ragioni. L’episodio risale allo scorso 13 gennaio: dopo avere notato sul web il capo che le interessava, la donna ha telefonato al negozio per chiedere se di quel capo ci fosse la taglia 48. La persona all’altro capo del telefono ha risposto che non c'era la 48 e quando la donna ha replicato si è sentita rispondere «se ha la taglia 48, se le piace mangiare, non è colpa nostra».
«Tacere davanti a questo tipo di risposta - dice ancora la donna all’ANSA - significa essere complici di questa maleducazione dilagante che talvolta sfocia in bestialità del genere. E il mio non è coraggio ma dolore e lacrime».
La donna, attraverso i suoi legali, chiede alla direzione del negozio innanzitutto le scuse e poi anche un risarcimento per i danni morali subiti.

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