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IL CAIRO

Italiana accusata di adulterio in Egitto: sentenza rinviata al 18 febbraio, rischia anche di perdere la figlia

Italiana accusata di adulterio in Egitto: sentenza rinviata al 18 febbraio, rischia anche di perdere la figlia

29 Gennaio 2026, 17:20

E’ stata rinviata al 18 febbraio la sentenza per il caso di Nessy Guerra, cittadina italiana bloccata da oltre due anni con la figlia di tre anni e mezzo in Egitto perché accusata dall’ex marito di adulterio. La donna rischia due anni di carcere e l’affidamento della bambina, per il quale è fissata un’udienza per il 2 febbraio. «Seguiamo questo caso con una grande attenzione, una madre ridotta in condizioni di prigionia con una bimba così piccola deve essere assistita con forza», ha detto il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Nessy Guerra, infatti, è assistita "minuto per minuto" - ha spiegato Tajani - dall’ambasciata italiana al Cairo. Vive in una residenza protetta, cambiata varie volte, dove - racconta la donna a Realpolitik - è costretta a vivere con le finestre chiuse per paura del marito che - dice - ha già tentato di rapire la bambina e avrebbe anche assoldato delle persone per pedinarla, oltre ad avere tentato di ricattare l’ex suocero italiano. Tamer Hamouda, italo-egiziano già condannato in Italia per violenza e stalking, l’aveva già denunciata due volte per adulterio, ed entrambe le volte la causa era stata archiviata. Ma non si è dato per vinto.
La donna ha raccontato la sua angoscia per l’ultima udienza al programma televisivo su Retequattro. «Non mi sono presentata in tribunale, c'era il mio legale che ha presentato la nostra documentazione a difesa. Il mio ex si è presentato invece con la madre, che ha accusato il governo italiano di discriminarlo perché musulmano. Il giudice, comunque, ha accolto i nostri documenti e ha rinviato la sentenza al 18 di febbraio. Resteremo in ansia nell’attesa». Un reato, quello di adulterio, che in Italia non esiste: «Possiamo essere più o meno d’accordo - ha affermato il ministro - ma sono decisioni, come per Patrik Zaki o Trentini e altri, del tutto unilaterali. Spiegheremo il caso alle autorità egiziane, analizzeremo con loro ogni risvolto giuridico e anche umano», ha concluso. 

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