venezuela
«Mi hanno guardato il passaporto, si sono subito incuriositi, mi hanno chiesto di stare lì, di non andarmene, hanno fatto delle telefonate e dopo circa un’ora si presentato il controspionaggio militare che mi ha obbligato a consegnargli il cellulare. Mi hanno portato in una stanza e mi hanno fatto un lungo interrogatorio di circa quattro ore». E’ il racconto dei momenti dell’arresto fatto da Alberto Trentini, stasera, a Che tempo che fa. «Due giorni dopo il fermo - ha aggiunto - mi hanno trasportato in una bella casa di Caracas, poi mi hanno portato in una stanza molto calda dove mi hanno sottoposto alla macchina della verità».
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