TORINO
(ANSA) - TORINO, 09 FEB - "Askatasuna non è quell'edificio", ma "una proposta, un metodo, un'attitudine e un atteggiamento che è quello di persone che decidono di mettere come priorità il fatto di volersi attivare nella società con le persone per portare del cambiamento". Nel corso di incontro con i giornalisti gli antagonisti, dieci giorni dopo la manifestazione nazionale e gli scontri scoppiati davanti al palazzo sgomberato il 18 dicembre scorso, indicano le "loro prossime tappe e i prossimi appuntamenti". "Il centro sociale Askatasuna è sempre stato un luogo di aggregazione, di socialità, attraversato da persone le più diverse, che non per forza poi devono in qualche modo aderire a un'opzione politica", spiega una delle portavoce, Martina, che aggiunge: "noi non rappresentiamo nessuno, non stiamo nelle istituzioni proprio perché crediamo che la politica si faccia dal basso e si faccia con le persone e che quell'opzione invece di cambiamento si costruisca collettivamente. Non c'è delega e anzi c'è proprio la necessità e la voglia di vedere come insieme si possono cambiare le cose". Sul futuro dell'edificio di corso Regina Margherita 47, gli autonomi sottolineano che "l'opzione è quella di ridare lo stabile a tutte le realtà che dal basso l'hanno sempre attraversata e che intendono portare avanti quel progetto". "Non ci sono formule già fatte: sicuramente riprendiamo i paletti che erano stati già messi durante le assemblee con il quartiere, ovvero di non cedere l'edificio a delle logiche del terzo settore e del privato - affermano - e di continuare a utilizzare quelle mura per un progetto collettivo dal basso a disposizione della città, cona una gestione dal basso in cui gli spazi siano mantenuti gratuiti di libero accesso, perché ce n'è un gran bisogno sia nel quartiere, ma più in generale, anche a livello cittadino e quindi questo edificio deve continuare a essere a disposizione loro". (ANSA).
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