TORINO
(ANSA) - TORINO, 09 FEB - "Aveva abbandonato la scuola due anni fa al termine della terza". Franco Calcagno, preside dell'Artom ricorda il suo alunno Alex Manna, l'omicida di Zoe Trinchero. "Frequentava l'indirizzo professionale di manutentore meccanico nella nostra sede di Canelli, ed era un ragazzo in difficoltà sia dal punto di vista scolastico sia comportamentale" ricorda Calcagno che, già all'epoca aveva messo in campo, molte risorse per seguirlo con attenzione. "La politica dell'istituto è di tenere i ragazzi a scuola, perché la comunità scolastica può aiutare, ma dopo i 16 anni è difficile farlo, se dall'altra parte non c'è la volontà". Il patto formativo scuola-famiglia non ha funzionato, secondo il preside: "Alessandro proveniva da una famiglia a sua volta fragile, che non si è mai opposta ai nostri suggerimenti, ma d'altro canto non li ha mai concretizzati". I compagni di classe di Manna quest'anno avranno la maturità: "Stiamo monitorando i ragazzi per capire se è necessario un nostro intervento dal punto di vista psicologico" dice Calcagno dopo l'omicidio, un problema che coinvolge anche i docenti: "Quando succedono tragedie di questa portata tutti si interrogano su cosa avrebbero potuto fare" conclude. (ANSA).
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