CROTONE
(ANSA) - CROTONE, 25 FEB - "Non possiamo e non vogliamo dimenticare le 94 vittime accertate e i dispersi del naufragio di Steccato di Cutro, né che quella strage si sarebbe potuta evitare. Quella notte di tre anni fa non venne attivato nessun piano di ricerca e soccorso e il caso del caicco Summer Love fu trattato come un'operazione di polizia per la protezione delle frontiere. Per questo non si può parlare di tragica fatalità, ma di gravi negligenze". Lo afferma Emergency in una nota. In merito ad eventuali ritardi od omissioni, è in corso un procedimento davanti al Tribunale di Crotone in cui sono imputati per omicidio colposo plurimo e naufragio colposo quattro militari della Guardia di finanza e due della Guardia costiera. "Un procedimento - prosegue l'associazione - in cui ci siamo costituiti parte civile, insieme ad altre Ong impegnate in attività Sar e nella tutela dei diritti delle persone migranti, per sostenere la richiesta di giustizia di sopravvissuti e familiari delle vittime e riaffermare gli obblighi giuridici superiori e non negoziabili previsti dal diritto internazionale per evitare che tragedie simili si possano ripetere in futuro". "Le istituzioni - afferma Emergency - dovrebbero rivedere le politiche migratorie adottate sinora, improntate alla difesa dei confini invece che alla tutela dei diritti fondamentali a cominciare da quello alla vita. Sia a livello italiano che europeo, infatti, le politiche sull'immigrazione in questi ultimi tre anni sono state dirette a ostacolare l'impegno in attività di ricerca e soccorso in mare della flotta civile e a criminalizzare sia le persone in movimento che le Ong". Con l'entrata in vigore a giugno del Patto europeo su migrazione e asilo e il dichiarato "blocco navale" contenuto nel Ddl Immigrazione licenziato dal Consiglio dei ministri l'11 febbraio - denuncia Emergency - "la situazione rischia concretamente di peggiorare ancora. Intanto in mare si continua a morire: sulla sola rotta del Mediterraneo centrale quest'anno sono state registrate 503 vittime secondo l'Oim. Si tratta purtroppo di una sottostima, una cifra che non tiene conto dei circa mille dispersi riportati da Refugees in Libya, e che è in vertiginoso aumento rispetto alle 1.330 vittime registrate nel 2025". "Per tutte le vittime e per tutte le persone in movimento che tenteranno la traversata in futuro - conclude Emergency - ribadiamo la necessità di una missione Sar europea, di un allargamento delle vie legali e sicure di accesso in Europa, nonché l'urgenza di mettere la parola fine sugli accordi con Paesi terzi che non rispettano i diritti umani, come Libia e Tunisia". (ANSA).
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