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TRIESTE

Presidente Tar Fvg, "caos nelle norme fa entrare politica nella giustizia"

Modica de Mohac di Grisì torna sulle polemica di ieri

Presidente Tar Fvg, "caos nelle norme fa entrare politica nella giustizia"

27 Febbraio 2026, 16:48

(ANSA) - TRIESTE, 27 FEB - "In questo momento in Italia c'è un grande caos per me nelle norme e nelle istituzioni. Evidentemente molte norme sono interpretabili diversamente, e laddove c'è ambiguità nell'interpretazione della norma, è chiaro che poi può entrare il pregiudizio ideologico e politico, perché è chiaro che a quel punto, di fronte a un'eccessiva discrezionalità che nasce da una difficoltà di interpretazione uniforme del diritto, fa capolino l'ideologia, ciò che ognuno pensa". E quindi "entra la politica nella magistratura, cosa che non dovrebbe accadere: la politica è deleteria per la giustizia e per la magistratura". Lo ha detto oggi a Trieste il presidente del Tar Fvg Carlo Modica de Mohac di Grisì, a margine di un convegno, rispondendo alle domande dei giornalisti sulle polemiche suscitate ieri dalle sue dichiarazioni. "La politica - ha detto ancora - va fatta nelle aule a ciò preposte, laddove si creano le leggi. Questa supplenza della magistratura, talvolta indotta dalla fragilità e dalla poca chiarezza delle norme, non giova assolutamente alla magistratura. La magistratura - ha detto - deve essere imparziale. Noi magistrati dobbiamo mettere da parte le nostre idee politiche, ognuno ha le proprie ed è ovvio che sia così, ma queste idee non devono entrare nel diritto". Modica ha spiegato che "forse ci sono troppi diritti contrastanti in Italia" ed ha fatto l'esempio dell'interesse e il diritto alla trasparenza e dell'interesse e il diritto alla riservatezza, palesemente in contrasto". Per il magistrato, "il legislatore non ha chiarito quando debba prevalere uno sull'altro e quando l'altro debba recedere". La conseguenza è che poi "in sede di interpretazione di applicazione della legge, entra la politica nella magistratura". E, smorzando la polemica, ha spiegato che "i casi sono innumerevoli: degli immigrati, della guerra più o meno pacifica, degli zingari, senza nessuna offesa. Ci vuole chiarezza nelle norme", ha insistito. "Non esistono solo diritti ma anche obblighi, per tutti noi", ha concluso. (ANSA).

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