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PALERMO

Barca Safira di Mediterranea partita da Lampedusa per una nuova missione

Per un mese 14 attivisti saranno divisi tra una unità di terra e una in mare

Barca Safira di Mediterranea partita da Lampedusa per una nuova missione

13 Marzo 2026, 10:18

(ANSA) - PALERMO, 13 MAR - La barca a vela Safira di Mediterranea Saving Humans è partita la notte scorsa da Lampedusa per una nuova missione di pattugliamento a Sud dell'isola a soccorso dei migranti, che durerà per un mese. La capo missione a bordo è la palermitana Sheila Melosu, affiancata dal responsabile operativo Sar Denny Castiglione, il responsabile medico di bordo invece è Mimmo Risica. "La missione - spiega la Ong - ha come obiettivo il monitoraggio della situazione in mare attraverso il rafforzamento della presenza dell'attività di ricerca e soccorso civile nel corridoio di mare che si estende a Sud Ovest dell'isola, fino alle coste del porto tunisino di Sfax e delle isole Kerkennah, una rotta pericolosa e spesso letale per le persone migranti che da Libia e Tunisia cercano di raggiungere l'Italia e l'Europa, lungo le rotte che incrociano anche le imbarcazioni che provengono dalla costa libica a Ovest di Tripoli". In tutto 14 attivisti saranno suddivisi in due unità operative: una con base a terra, nell'isola di Lampedusa, e una in mare a bordo di Safira. "La recente tragedia dei mille dispersi durante i giorni del ciclone Harry, vergognosamente ignorata e taciuta dalle autorità europee, impone un aumento dell'impegno nelle operazioni di ricerca e soccorso - spiega Laura Marmorale, presidente di Mediterranea - essere in mare per aiutare donne, uomini e bambini in difficoltà, è anche la migliore risposta alle politiche della destra europea e italiana che causano morti e sofferenze". "Mentre il ministro Piantedosi rivendica la complicità con le deportazioni di esseri umani in Libia, vietate dal diritto internazionale e dalle Nazioni Unite, noi celebriamo invece la lotta per la vita - dice Luca Casarini, tra i fondatori di Mediterranea - Loro producono morte e se ne vantano, noi se riusciamo ad incontrare qualcuno tentiamo di soccorrerlo, di proteggere la sua vita, di affidarlo a cure e non ai lager e alle torture". (ANSA).

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