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BOLOGNA

Il processo ai pusher della citofonata di Salvini, ridotte due condanne

L'appello bis a Bologna: per un imputato ridimensionato il ruolo nel gruppo

Il processo ai pusher della citofonata di Salvini, ridotte due condanne

19 Marzo 2026, 09:48

(ANSA) - BOLOGNA, 19 MAR - Era stato accusato di essere uno dei capi dell'organizzazione che gestiva lo spaccio di droga in zona Pilastro a Bologna, lo stesso gruppo di pusher di cui faceva parte la famiglia, di origine tunisina, alla quale nel 2020 citofonò Matteo Salvini, davanti alle telecamere, chiedendo se in casa ci fosse uno spacciatore e scatenando polemiche. Per un albanese, difeso dall'avvocato Simone Romano, la Corte di appello bolognese, nel nuovo processo di secondo grado dopo il rinvio della Cassazione, ha ridotto la pena da otto anni, dieci mesi e 20 giorni a cinque anni e quattro mesi, derubricando, appunto, il suo ruolo di promotore e organizzatore dell'associazione finalizzata al narcotraffico, a quello di semplice partecipe. Ma l'avvocato Romano "attende di conoscere le motivazioni della sentenza d'appello bis, nella ferma convinzione difensiva che l'assistito sia estraneo al reato associativo che gli viene contestato". L'appello bis riguardava anche altri tre imputati: per una donna, difesa dagli avvocati Giovanni Voltarella e Roberto D'Errico, è stato escluso un reato e la pena è stata lievemente ridotta (quattro anni, cinque mesi e 20 giorni), mentre per altri due è stata riconosciuta la continuazione con altre condanne già irrogate. A maggio 2025 la Cassazione aveva confermato gran parte delle sentenze di condanna per i 14 imputati rimasti, tra cui c'erano anche persone della famiglia a cui citofonò il leader della Lega in piena campagna elettorale per le Regionali in Emilia-Romagna. (ANSA).

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