maltrattamenti
Narcotizzava il figlio di quattordici anni, abusava sessualmente di lui, filmando, e inviava il materiale via WhatsApp all’amante. Le violenze risalgono al periodo tra febbraio e marzo 2025 e l’inchiesta, condotta dalla Procura di Roma, ha portato alla condanna in rito abbreviato dei due: dovranno scontare dieci anni di carcere per violenza su minore e pedopornografia.
La scorsa primavera i colleghi della donna avevano notato cambiamenti nel suo modo di fare, oltre a segni visibili sul proprio corpo (come lividi sulle braccia).
Dopo aver parlato con l’ex marito, quest’ultimo decide di denunciare e la procura apre un fascicolo per maltrattamenti contro l'imprenditore.
Il telefono dell’amante viene sequestrato: nessuna traccia di violenza domestica, ma dal cellulare emergono proprio i video del ragazzo abusato dalla madre.
«Faremo appello, è una vicenda dolorosa che, forse, non è stata letta bene dal punto di vista psicanalitico», ha dichiarato a margine dell’udienza Renato Archidiacono, difensore della donna.
«Rispetto ai sedici anni chiesti dal pm, la pena è scesa a 10. Di questo possiamo dirci soddisfatti, ma il fatto resta grave», ha sottolineato la penalista Carmela Massaro, legale dell’imprenditore.
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