ROMA (ITALPRESS) - "È giusto fare l'interesse nazionale. Trump ci ha coinvolto quando è stato attaccato l'Iran? No, non mi sembra: siamo stati avvisati a cose fatte. Spero, anche se non ne ho certezza, che chi ha lanciato questa iniziativa abbia valutato tutte le conseguenze e le controindicazioni. L'Italia non ha scelto questo attacco e questa guerra, non è una nostra guerra: non siamo in guerra contro la Russia né contro l'Iran. Manteniamo le nostre truppe in diversi Paesi all'estero, compresi Libano e Medio Oriente, per tutelare la pace e difendere dagli attacchi. Tuttavia, mandare navi da guerra in una zona di conflitto significherebbe avvicinarsi a un terzo conflitto mondiale. Per questo è giusta la prudenza del governo italiano. Ma questa compattezza dell'Europa dura un quarto d'ora, perché poi su altri fronti mi sembra che ognuno proceda in ordine sparso". Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ospite a RTL 102.5. "È giusto pensare al ruolo dei nostri militari, che sono all'estero, in Libano, con scopi difensivi. In questo momento c'è un rischio concreto: trovarsi tra due fuochi. Sono lì per proteggere le popolazioni civili, ma si trovano in mezzo a due parti che combattono. Per questo è doveroso ragionare su come rimanerci, quanto rimanerci e se rimanerci", ha aggiunto. (ITALPRESS). -Foto: Ipa Agency- ads/com 17-Mar-26 10:29
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