La parola all'esperto
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Risponde l'esperto Paolo Zani - www.tuttoprevidenza.it
Ho 74 anni e 13 di contributi Inps e 8 di contributi americani (Usa). Nel marzo 2020 ho fatto domanda di pensione di vecchiaia tramite Caf, cumulando i 13 anni italiani e gli 8 anni americani, per raggiungere i 20 anni minimo richiesti. Ad oggi non ho ancora ricevuto risposta da Inps. Dove informarmi della status della domanda? Sono corrette le informazioni corrette riguardo al cumulo contributi?
Lettera firmata
Le dico subito, per sua tranquillità, che non c’è alcun problema; la contribuzione versata negli USA può essere utilizzata per maturare il diritto ad una pensione italiana e viceversa: questo in forza della convenzione internazionale previdenziale che lega gli Stati Uniti d’America con l’Italia. Le convenzioni internazionali vengono stipulate tra paesi diversi per garantire ai lavoratori che hanno lavorato e versato contribuzione in vari stati, il riconoscimento dei periodi coperti da contribuzione e accreditata negli stati convenzionati.
Attualmente le convenzioni riguardano tutti i paesi della comunità economica europea, e tra gli stati extraCEE l’Argentina, l’Australia, il Brasile, il Canada e il Quebec, Israele, le isole del Canale e l’isola di Man, il Messico, i Paesi dell’ex Jugoslavia (Repubblica di Bosnia ed Erzegovina, Repubblica del Kosovo, Repubblica di Macedonia, Repubblica di Montenegro, Repubblica di Serbia e Vojvodina-regione autonoma), Principato di Monaco, Repubblica di Capo Verde, Repubblica di Corea, Repubblica di San Marino, Santa Sede, Tunisia, Turchia, Uruguay, U.S.A., Venezuela. Ogni accordo fa storia a sé e prevede particolari condizioni per il riconoscimento della contribuzione (periodi minimi di contribuzione, prestazioni particolari, ecc.ecc.) e le conseguenti prestazioni. L’accordo di sicurezza sociale tra Italia e Stati Uniti d’America è stato stipulato il 23 maggio 1973 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1978 ed è stato successivamente modificato ed integrato dall’accordo aggiuntivo stipulato il 17 aprile 1984 ed entrato in vigore il 1° gennaio 1986.
Ma cosa prevede nel particolare l’accordo con gli Usa? L’Accordo si applica alla legislazione di sicurezza sociale relativa alle prestazioni pensionistiche per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti dei lavoratori dipendenti ed autonomi. Per quanto riguarda l’Italia, si applica all’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia e i superstiti, nonché ai trattamenti di previdenza sostitutivi di detta assicurazione generale (Fondi Speciali di Previdenza gestiti dall'Inps e da altri regimi speciali di assicurazione relativi a determinate categorie di lavoratori ex-Enpals, Inpgi, ex-Inpdai).
In parole povere la contribuzione versata negli Usa si somma (totalizza) a quella versata ed accreditata in Italia e viceversa, al fine di maturare il diritto alle prestazioni pensionistiche previste in ogni singola istituzione. Questo vuol dire che, nel suo caso specifico, la contribuzione versata negli USA si somma a quella versata il Italia per il diritto, per esempio, alla pensione di vecchiaia italiana che si matura, oggi, con almeno 20 anni di contribuzione complessiva al compimento del 67° anno di età. Avendo tredici anni di contributi Inps e otto anni accreditati negli Usa il requisito contributivo dei 20 anni lo ha già raggiunto così come quello dell’età.
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