Jacopo: «Recuperate antiche razze bovine. Punto alla biodiversità»
«Il territorio restituisce sempre le attenzioni che riceve se rispettato e trattato secondo una logica di sostenibilità». È con questa premessa che Jacopo Ferrari svela il nuovo progetto della Rocca di Valle di Castrignano, di cui fa parte l’Azienda agricola Campelli, una «casa» del Parmigiano-Reggiano dal 1905.
La famiglia Campelli, ramo materno di Ferrari, le ha avute fino agli anni ‘50, «sostituendole poi con le frisone, più produttive». Mentre queste ultime, infatti, assicurano fino a 50 litri al giorno, le prime arrivano non oltre i 15». L’azienda è riuscita dunque a «riportare a casa» due pontremolesi e quattro langhiranesi, che ora vivono con tre brune e l’unica parmigiana (variante della reggiana) integrata nel progetto.
«Da tempo volevo recuperarle in un’ottica di biodiversità: le ho trovate in Garfagnana. Allevarle facendole stare meglio significa salvarle da estinzione certa: le poche rimaste in Toscana sono neglette, vivono sparpagliate allo stato brado e si nutrono di quel che trovano. Con pazienza, un’alimentazione bilanciata e la giusta selezione, pensiamo di farle prosperare, passando dai 3-5 litri di latte ai potenziali 15».
Che Ferrari assicura essere buonissimo. «Quando arriveremo a regime, lo destineremo alla produzione di caciotte». In Toscana, queste razze non vengono allevate come vacche da latte, ma «servono solo per i vitelli e poi le mandano al macello. Manca del tutto, insomma, una progettualità che tuteli da un lato le razze antiche, che fanno parte della nostra storia, e dall’altro la biodiversità». Che all’azienda Campelli fa rima con benessere animale: tutti i capi, infatti, vivono tra stalla e pascolo «dove trascorrono sei mesi l’anno, con ricovero e querce per l’ombra».
Il progetto, comunque, va oltre la zootecnia. «Stiamo recuperando dei fabbricati storici: ristrutturandoli, facciamo sì che non escano dal circuito dell’agricoltura». Quella di tutelare le strutture antiche, d’altronde, è uno dei pregi dei titolari: la Rocca di Valle di Castrignano, infatti, che appartiene alla famiglia Campelli dai primi del ‘900 e fa parte del circuito dei Castelli del Ducato nell’area tutelata dei monti Bosso e Sporno, è un susseguirsi di caseggiati finemente conservati e tutelati ai sensi del Codice dei Beni Culturali. A partire dal 2019 sono anche luogo di accoglienza agrituristica (aderente a «Visit Emilia»). Ma questa… è un’altra storia e magari, un giorno, a raccontarcela ci penserà Elena Ravazzi Asada, guida ambientale laureata in lingue orientali, l’altra metà della Rocca e compagna di Jacopo.
LA SCHEDA
Nome: Jacopo Ferrari
Età: 41 anni
Segno zodiacale: Toro
Hobby: Fotografie di architettura (ha frequentato l'università di architettura), scultura e opere d’arte
Sogno nel cassetto: «Che le mie attività contribuiscano alla salvaguardia del paesaggio e della biodiversità»
Azienda: Rocca di Valle di Castrignano - Agricola Campelli (Valle di Castrignano - Langhirano)
Attività: Allevamento bovine da latte
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