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Le nuove panchine in piazza Garibaldi

Le nuove panchine in piazza Garibaldi

07 Maggio 2021, 03:01

Gentile direttore,
passeggiando per le vie del centro ho raccolto parecchie lamentele in particolar modo da parte di persone non più giovani: «Lei che scrive sempre in difesa degli animali, scriva qualcosa anche in difesa di noi anziani che non sappiamo più dove sederci». 

In effetti guardando le nuove «panchine» che sono state collocate in piazza Garibaldi al posto di quelle tradizionali, viene da pensare che chi si lamenta abbia ragioni da vendere.
 E allora se gli anziani con l’arrivo della bella stagione sono invogliati ad uscire per una salutare passeggiata e per scambiare quattro chiacchiere coi loro coetanei, sorge spontanea una domanda: dove possono sedersi quando sono stanchi? Queste strane e decisamente poco confortevoli strutture (due con uno schienale non facile da raggiungere per la lunghezza della seduta e otto con uno striminzito alberello che spunta dove si dovrebbero appoggiare le natiche), non offrono a chi vuol riposare la schiena, magari un po’ acciaccata a causa dell’età, la possibilità di farlo. E se le panchine sono l’emblema del relax e della pausa, quelle di piazza Garibaldi non lo sono per niente, senza considerare che sono anche parecchio bruttarelle. 
E perché allora non servirsi di quelle che sono in via Cavour? Anche nel salotto della città le cose non vanno molto meglio. 
Chi vuole fare una sosta e riposarsi deve approfittare di quegli strani rettangoli di cemento rigorosamente senza schienale. Bruttini anche questi e decisamente poco confortevoli! 
In piazza Cesare Battisti la situazione è un po’ diversa. Vi sono alcune panchine realizzate con uno schienale (evviva!) che prende però solo mezza seduta.
 Difficile trovare libera la parte di panchina dove si può appoggiare la schiena... E allora se l’arredo urbano è importante per una bella cittadina come la nostra, ancora più importante è attrezzare gli spazi pubblici con panchine che possano essere fruibili anche dalle persone più fragili. 
E forse ritornare a quelle classiche in legno e acciaio, sicuramente più comode e forse anche più belle, sarebbe la scelta migliore.
Giorgio Mezzatesta
 

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