Signor direttore,
le invio qualche riflessione sulle tariffe dei trasporti pubblici urbani di Parma ed alle modifiche applicate dal 1° di ottobre: il biglietto urbano costava 1,20 euro ed aveva una validità di 60 minuti, ora lo stesso biglietto costa 1,50 euro e vale 80 minuti; il biglietto da otto convalide da un’ora costava 8 euro ed ora 10 euro per otto convalide da ottanta minuti; con la maggiorazione del 25% di spesa contro un aumento di durata del viaggi del 33,33% in pratica la tariffa oraria è diminuita del 6,25%, passando da 1,20 a 1,125 euro. Nel contempo sono aumentati i prezzi del biglietto giornaliero, da 3 a 4 euro con un aumento reale del 33% e dell’abbonamento mensile da 28,50 a 32 euro con un aumento del 12,30% circa e se ho ben capito, prima era impersonale, ed ora personale, una bella differenza! Mi domando: «Se il prezzo orario dei trasporti è diminuito, perché il prezzo degli abbonamenti giornaliero e mensile è aumentato?». Non so darmi risposta; l’aumento del prezzo del biglietto è commisurato all’aumento della durata del viaggio, ma gli abbonamenti giornalieri o mensili non hanno avuto nessun beneficio, il giorno è sempre di 24 ore ed il mese di 30 giorni, chi studia o lavora ed ha bisogno di un abbonamento di certo non viaggerà più tempo di prima anche se gli autobus viaggeranno fino ad ora più tarda. Forse si è puntato sul fatto che solo una piccola percentuale di noi viaggiatori sfrutterà i 20 minuti di durata in più, perché ci spostiamo dalla periferia al centro e viceversa; in una città cosi piccola il viaggio dura ben meno di sessanta/ottanta minuti e per ben poche attività che dovessimo svolgere, al ritorno ci servirà un altro biglietto che sfrutteremo solo parzialmente, quindi la quantità di biglietti venduti non diminuirà a causa della maggior durata. I maggiori beneficiari saranno i borseggiatori ed i perdigiorno che con un abbonamento potranno giustificare la loro presenza sugli autobus in ogni momento. L'attuale sistema di abbonamento urbano non tiene conto delle diverse esigenze dei viaggiatori, un abbonamento costa uguale per tutti, e poi perché deve essere per forza personale? Visto che da diritto a viaggiare senza limiti di tempo, perché non lo può usare il figlio al mattino per andare a scuola e la mamma al pomeriggio per altre esigenze? La persona che si troverebbe a bordo sarebbe sempre una sola. Si potrebbe integrare il sistema emettendo dei titoli di viaggio di valore e durata effettiva, esempio: 2 euro per due ore di viaggio, ecc., e dotare gli autobus di una validatrice in salita ed una in discesa che servirebbe a rivalutare il biglietto; hai viaggiato 30 minuti, ti rimane un’ora e mezzo, e cosi via fino ad esaurimento; stessa cosa per gli abbonamenti: un biglietto cartaceo singolo o su scheda magari ricaricabile, 30 euro per 30 ore di viaggio, senza limiti di calendario o identità, lasciando la scelta al viaggiatore su quale tipo di titolo di viaggio munirsi. Credo che la tecnologia moderna consenta di realizzare un sistema di questo tipo, e credo anche che il numero di utenti aumenterebbe notevolmente con beneficio per tutti.
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