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Lettera al Direttore

San Leonardo, perché lo spaccio è tollerato?

di Luca Copelli

07 Gennaio 2023, 13:42

Gentile direttore,
le scrivo sconsolato, immagino come tanti cittadini del quartiere in cui risiedo (San Leonardo), per la situazione cronica all'interno della zona via Palermo - via Bologna - via Brescia - via Pasubio, zona nella quale, ed è sotto agli occhi di tutti, vi è un continuo spaccio di droga, notte e giorno, senza mai un minimo controllo o presidio da parte di chi dovrebbe controllare. Lo spaccio c'è. E nessuno fa niente. Illegalità tollerata, è disarmante. Non mi si dica che non c'è il personale per effettuare controlli perché, da quanto vedo quando ci sono le partite allo stadio, tiriamo fuori così tante forze dell'ordine che sembra sia scoppiata una guerra sullo Stradone. Non mi si dica che è colpa degli extracomunitari. Gli extracomunitari che spacciano ci sono e si vedono, ma i clienti che comprano da loro sono tutti italiani (e pure parmigiani), con dei macchinoni di lusso da catalogo.

La modalità è la solita. Il cliente si approccia a un «venditore» ben visibile (lo saprebbe individuare anche un bambino di 2 anni), detta l'ordine, i due si scambiano forse il numero di telefono e si danno appuntamento, a qualche minuto più tardi, in una via poco più in là da quella del loro incontro. Il cliente parcheggia, cercando di fare l'indifferente (ma sappia che lo vediamo benissimo!) nella via stabilita e attende la consegna del prodotto. Servizio «prime» come si usa nelle migliori piattaforme di vendita online.
Mi sono stancato di piazzarmi sotto casa a cercare di disturbare i clienti con la semplice mia presenza o cercando di far loro capire che so benissimo ciò che stanno aspettando venga loro consegnato. Mi sono stancato di correre il rischio di prendermi un ceffone da qualcuno, per non dire cose peggiori. E nessuno fa nulla. Zero. E pensare che basterebbe poco: una semplice auto di pattuglia, che continuamente va avanti e indietro. Avanti e indietro, tutto il giorno. Sarebbe un perfetto deterrente per i clienti, i quali se ne guarderebbero bene dal tentare di fare un ordine e farsi trovare con le mani nel vaso della marmellata. Una semplice auto che va avanti e indietro, tutto qui.
Il mio augurio per il 2023 è che qualcuno prenda finalmente a buon cuore la situazione del mio quartiere, a cui voglio molto bene, quartiere in cui vive e lavora molta gente onesta e seria. Auguro inoltre a lei, a tutta la squadra della «Gazza» ed ai suoi lettori un felice anno nuovo.

Parma, 28 dicembre

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