Gentile direttore, stiamo assistendo alla protesta che viene portata avanti da agricoltori italiani e di diverse Nazioni d'Europa che si concretizza con modalità molto efficaci sotto l'aspetto della «visibilità», ben trasmessa alla pubblica opinione da telegiornali, quotidiani e socials. Una delle ragioni che ispirano le manifestazioni è l'enorme differenza che vi è fra quanto percepito dall'agricoltore e il prezzo dei prodotti e loro derivati alla distribuzione (viene citata a riguardo, credo erroneamente, soprattutto quella definita «grande»); in effetti è la realtà che come consumatore tocco ogni giorno.
Altri motivi sono le decisioni di abolire lo sconto sul carburante usato per i mezzi agricoli, la richiesta di agevolazioni fiscali, l'abolizione di disposizioni riguardanti la tutela dell'ambiente agricolo; problematiche che sono in genere state decise a livello di Unione Europea, ma con l'assenso dei singoli Parlamenti e Governi nazionali. Tutto ciò nel quadro delle scaramucce fra i diversi schieramenti in vista delle prossime elezioni europee di giugno. Detto ciò vorrei fare alcune considerazioni. Le modalità con le quali gli agricoltori esternano le proteste portano all'intralcio del normale traffico ed anche ad incidere sulla sicurezza della viabilità. Ovviamente il Ministro competente On. Salvini in questo caso non ha preso nessun provvedimento, anzi si è dichiarato a fianco dei protestatari. Una simile mobilitazione potrebbe a questo punto essere organizzata da tutte quelle categorie di lavoratori che hanno rivendicazioni (ad esempio i metalmeccanici, il personale della Scuola, i dipendenti della Santità, le partite Iva, anche gli studenti). Il Presidente Meloni si è affrettata ad informare sull'aumento della quota destinata all'Agricoltura da cinque a otto miliardi di Euro; nulla da dire se non che sono denari della tanto «odiata» Unione Europea e che potevano essere stanziati prima dal nostro Governo evitando le proteste dei contadini. I prezzi dei prodotti agricoli e dei loro derivati nei negozi e nei supermercati sono davvero molto diversi da quelli all'origine, ma in buona parte permettono a tanta gente di lavorare e di «marcare il lunario», pur essendovi sicuramente sacche speculative sulle quali occorre che si indaghi. Infine non sono d'accordo sulla decisione del noto conduttore Amadeus di fare intervenire un delegato degli agricoltori che attualmente manifestano al festival di San Remo; perchè proprio lui e non altri che possono portare problemi simili?