Gentile direttore, «Nel milanese bimba di 2 anni azzannata da un pitbull». Le confesso che sono arcistufo di leggere notizie come questa. E sono pure arcistufo nel vedere come non si vogliano prendere provvedimenti atti ad evitare che si ripetano simili agghiaccianti episodi. Allora, se me lo permette, io un consiglio ce lo avrei. Due le cose che si potrebbero, anzi si dovrebbero, fare. O vietare l’allevamento di pitbull, ma non solo, o obbligare coloro che, essendo appassionati di certe razze acquistano un cucciolo, ad essere affiancati da un educatore cinofilo per tutto il tempo necessario a rendere l’animale totalmente affidabile e non pericoloso. Troppo spesso infatti siamo costretti a vedere come certi cani vengano dati con estrema leggerezza a persone che si sentono forti solo ad avere con sé un animale muscoloso e potente.
Persone che non sanno minimamente come si deve educare un cane per evitare che diventi anche aggressivo. Il pitbull, così come altre razze canine, non è per tutti dato che è frutto di una selezione sconsiderata mirata a creare un animale da combattimento. Proprio ieri in via Nazario Sauro ho assistito ad una scena che mi ha confermato come certi proprietari non conoscano nemmeno le nozioni più elementari di come ci si deve comportare quando si adotta un cane. Due meticci di taglia media tenuti saldamente al guinzaglio dai rispettivi proprietari sembravano volersi sbranare da come furiosamente abbaiavano uno contro l’altro. E cosa ha fatto uno dei due padroni? Nel tentativo di calmare il proprio cane ha estratto dalla tasca un bel bocconcino che il cane si è affretto a mangiare:«Caro padrone vedrai che la prossima volta che incontrerò un mio simile abbaierò ancora di più così da ricevere sempre più golosi premi»! Serve allora ripetere ancora una volta che tutti i cani dal più piccolo al più grande, da quello di razza al meticcio, devono essere educati correttamente. Cani poi come ad esempio i pitbull non possono essere lasciati al loro destino sperando che, crescendo, diventino affidabili e non pericolosi. Devono necessariamente ricevere un educazione di base corretta e severa perché anche se i combattimenti fra cani ora sono vietati, la storia di questi poveri animali non si può cancellare e resta scritta nel loro dna, nella loro memoria di razza.