Gentile direttore, mi vedo costretto a tornare sulla questione della chiusura temporanea dell’ufficio postale di Fontanellato, perché la lettera odierna di Poste Italiane, apparsa nella vostra rubrica, merita una replica da parte mia. Leggo infatti che «l’azienda sta garantendo la continuità dei servizi postali e finanziari attraverso l’ufficio postale limitrofo di Fontevivo». Vorrei far notare allo scrivente che se il Comune di Fontevivo è limitrofo a Fontanellato non lo è certo l’ufficio postale! Quell'ufficio si trova a ben 4 chilometri di distanza, che a piedi diventano una «passeggiata» di circa 55 minuti, con l’attraversamento di una tangenziale, il superamento di un cavalcavia dell’autostrada e una camminata lungo una strada provinciale.
C’è anche un’altra opzione, ovvero percorrere la Strada delle Berettine, per un totale di 4,4 km, ma la sostanza non cambia: questi percorsi sono tutt'altro che agevoli, soprattutto per i cittadini anziani che devono gestire raccomandate o ritirare la pensione. Il disagio è evidente e inaccettabile, e Poste Italiane ha il dovere di tenerne conto. Inoltre, mi risulta incomprensibile il rifiuto di allestire un ufficio mobile temporaneo, motivato dal fatto che «ci sono bassi volumi di investimenti e conti correnti aperti» Ma davvero? Questo è un criterio per negare un servizio essenziale a un’intera comunità? In altre situazioni, uffici mobili sono stati allestiti in realtà anche più piccole della nostra. A peggiorare le cose è poi il tono impersonale della risposta ricevuta dalla mia concittadina. La lettera è firmata "Poste Italiane - Media Relations". Scrivere nome e cognome e metterci la faccia è forse chiedere troppo? In una situazione del genere, ci si aspetterebbe che qualcuno si assuma la responsabilità delle decisioni prese, soprattutto quando a farne le spese è una comunità intera. Infine, voglio sottolineare che, visti i maxi utili periodicamente sbandierati da Poste Italiane S.p.A., le risorse per ridurre al minimo i disagi degli utenti ci fossero eccome: il problema non è economico ma di attenzione verso i bisogni delle persone e i fontanellatesi non meritano questo trattamento. Auspico che la situazione venga affrontata con maggiore consapevolezza e che Poste Italiane riveda la propria posizione, adottando in tempi brevi soluzioni adeguate sicuramente realizzabili in tempi brevi.