LETTERA AL DIRETTORE
Gentile direttore,
le scrivo in merito alle preghiere che tanti fedeli e non, hanno rivolto al Santo Padre in questi giorni.
Purtroppo su diversi social, questi gesti di sensibilità verso una persona sofferente sono stati oggetto, da parte di qualcuno di critiche feroci e frasi piene di astio che io ritengo vergognose. Proprio su una pagina Facebook, riguardante Parma, un post dell'amministratore di auguri di pronta guarigione e vicinanza alle condizioni di salute del Pontefice, è stato attaccato duramente da leoni da tastiera, che l'hanno ritenuto non pertinente se non addirittura offensivo per le altre fedi. L'amministratore è stato costretto a rimuoverlo e a scusarsi!
Io mi chiedo dove è finito il senso di umanità e di solidarietà verso chi soffre, Papa compreso.
Tanti si arrogano il diritto di essere giudici e giustizieri, attribuendo al Papa le storture della Chiesa e per questo non degno di pietà e misericordia.
Io credo che invocare il Signore per il Papa, così come lo si potrebbe invocare per altre situazioni di persone sofferenti, non crei turbamento alle coscienze di nessuno. Al massimo se qualcuno dissente può astenersi dal commentare o farlo garbatamente. Purtroppo aver letto invettive e parole maleducate mi ha rattristato perchè sui social chiunque dà fiato alla bocca, ignorando soprattutto i principi di buona educazione. Come in tutte le cose, ci sarà sempre contrapposizione di opinioni, e non mi sorprende, ma la cosa più grave è che si tenda ad analizzare in chiave politica tutto, anche la malattia e la sofferenza di un essere umano.
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