LETTERA AL DIRETTORE
Lettera al direttore
Egregio direttore,
mi rivolgo a lei per un accorato appello.
Abitando nei pressi di varie scuole superiori (licei, geometri, ragionieri) sono costretto ogni anno, alla chiusura delle scuole, a testimoniare il triste evento dei festeggiamenti.
Lo definisco triste perché ogni anno vengono sprecati quintali di farina, uova e altro, nei festeggiamenti all'uscita degli istituti.
Non riesco a non arrabbiarmi vedendo tutto questo malcostume e cattiva educazione, pensando ai milioni di bambini che muoiono di fame per guerre, carestie, povertà e miseria, a cui anche mancando un solo etto di farina rischiano tutti i giorni di non veder il tramonto.
Ancor di più mi arrabbio chiedendomi a cosa è servito un anno scolastico se non si riesce ad educare i ragazzi neanche ad un semplice atto di rispetto della dignità umana quale può essere l'evitare questo grande spreco.
Giusto che si faccia festa a fine anno; ma perchè non dare un senso alla formazione ricevuta, sporcando e imbrattando strade, muri e portoni con beni di consumo che eviterebbero la morte per fame a tanti bambini?
Se la chiusura dell'anno scolastico mostra un così alto valore di menefreghismo e ignoranza, a cosa è servito, visto che il principale compito della scuola è quello educativo culturale?
Rivolgo un invito ai negozianti a non vendere farinacei e uova ai ragazzi, in questi giorni, anche se ci va di mezzo una parte del loro guadagno; siano almeno loro esempi di educazione e civiltà.
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