Egregio direttore, e così dopo Massimo Boldi anche Andrea Pucci è rimasto vittima di quel perbenismo di sinistra che viene spesso definito come “egemonia culturale”.
Ci sarebbe da chiedersi però se oggigiorno dietro a tutta questa pseudo egemonia vi sia dell’altro e ben di peggio, ossia la deriva del fanatismo woke? Visto che le critiche verso chiunque non la pensi come certe piazze anche violente del "pensiero unico" iniziano ad avere il sapore, l’arroganza ed il vittimismo proprio di quell’ignoranza woke. Ignoranza che travalicando l'oceano, dopo aver devastato prima la sinistra e poi la destra degli Usa con le estremistiche conseguenze che vediamo, ha ormai infettato anche la politica dell'Europa. In ogni suo ambito. Oltre che politico anche culturale e sociale. Volendo condizionare tutto e tutti. Partendo non solo dai più banali e innocenti comportamenti fino al continuo colpevolizzare il presente dell’intero Occidente per le proprie incapacità passate del non essersi saputi alzare. Perché è questo, per chi non lo sapesse, l’origine del termine “woke”. Il volersi alzare adesso imputando al prossimo "occidentale" passate colpe e responsabilità decontestualizzandole dal momento storico. Trascinando una certa pare politica a rimorchio di altre culture e altre bandiere. Negando l’inutilità, l’incapacità e l’invidia che piuttosto si nasconde dietro quel “woke” che viene definito cultura ma che invece è, appunto, solo volontà di rivalsa e rabbiosa ignoranza. Confermando il suo preoccupante e crescente bisogno di odiare per credere di essere.