Egregio direttore, leggo sulla Gazzetta di domenica una lettera con titolo «Coro del Regio a Sanremo? Anche no». Mi sono fatta grasse risate.
Il lettore confonde forse il coro con il Papa? Parla addirittura di blasfemia. A parte la visione retrograda sulla cultura musicale in generale, si dimentica che il Coro è formato da Artisti, che con passione e dedizione non discriminano davvero sulle possibilità e sulle occasioni. Il lettore addirittura invoca una proibizione! La «parmigianità» è ancora talmente radicata e chiusa in se stessa da non lasciare spazio a altre realtà culturali.. Mi ricordo anni fa quando fu rappresentata al Regio l'Opera Porgy and Bess di Gershwin: il teatro era semivuoto. Mancavano solo gli striscioni appesi fuori con scritto questa musica non è adatta al nostro teatro! Rido ancora di più. Parma, 22 febbraio