Gentile direttore, quando un’istituzione prestigiosa incontra un palcoscenico popolare non è una caduta: è un ponte.
La musica non appartiene a un altare, ma al respiro di chi ascolta. Se il Coro del Regio porta qualità in un luogo seguito da milioni di persone, non compie una profanazione: compie un atto culturale. La cultura non si difende alzando muri, ma alzando il livello. E il livello lo si alza ovunque ci sia un pubblico disposto ad ascoltare. Temere il confronto significa dubitare della propria forza. Un’istituzione davvero grande non teme di attraversare i contesti: li nobilita. La vera blasfemia, semmai, non è mescolare i linguaggi, ma credere che la bellezza debba restare chiusa in una teca. Parma, 22 febbraio