×
×
☰ MENU

LETTERE AL DIRETTORE

Quei negozi che chiudono

Lettera al direttore

14 Marzo 2026, 08:59

Gentile direttore,
da commerciante del centro che «resiste» ogni giorno da tempo (anche a recenti aggressioni), non posso che confermare uno scenario desolante rappresentato dall’articolo che ho letto recentemente sul suo quotidiano, relativo al conteggio dei negozi sfitti del centro fatto da Pietro Vignali.

Oltre ai numeri (che impressionano per la rapidità del crollo in diverse zone) c’è un aspetto che sfugge a chi non sta dietro un bancone: il valore dei nostri sacrifici sta andando in fumo.
Ogni serranda che non si alza più non è solo un problema estetico per i passanti, ma un danno diretto a chi resta. Meno negozi significa meno passaggio, meno sicurezza e, di conseguenza, un calo degli incassi che rende tutto molto pesante.
Se via Mazzini, la ghiaia perde pezzi e l’Oltretorrente si spegne, non è colpa del destino, ma di una gestione della logistica e della sosta che scoraggia i clienti. Abbiamo bisogno di meno burocrazia e di più accessibilità. I grandi eventi non devono essere una tantum, serve animare il centro storico e l’oltretorrente.
Il commercio muore se la città diventa un luogo difficile da frequentare e poco sicuro. Se non si inverte la rotta subito, come sottolinea giustamente Vignali, i 371 negozi sfitti censiti quest'anno saranno solo l'inizio di un effetto domino con conseguenze sempre peggiori per tutti.

Parma, 11 marzo

© Riproduzione riservata

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI