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LETTERE AL DIRETTORE

La replica della Tep

La replica della Tep

25 Marzo 2026, 15:52

Egregio direttore,
la lettera del signor Belicchi ripropone un’accusa ricorrente: che i verificatori Tep sarebbero inflessibili con gli utenti corretti e indulgenti con chi viaggia senza titolo. È una lettura polemica, che finisce però per confondere le regole con le opinioni.
Nel 2025 sono stati controllati 734.155 viaggiatori e accertate 53.422 irregolarità, da squadre di personale composte da verificatori e, nelle tratte o negli orari più problematici, anche con il supporto degli addetti alla security. Davvero si può pensare che risultati di questo genere derivino dalla gestione del caso di qualche studente o della «vecchietta di turno», come sostiene il signor Belicchi?
Nel caso della ragazza che avrebbe dimenticato a casa l’abbonamento, la materia non è rimessa alla sensibilità del singolo controllore. L’articolo 40 della legge della Regione Emilia-Romagna n. 30 del 1998 impone al viaggiatore di munirsi di valido titolo di viaggio e conservarlo per tutta la durata del tragitto. Il mancato possesso del titolo al momento del controllo comporta una sanzione amministrativa ridotta. Si tratta quindi dell’applicazione di una norma, non di una scelta discrezionale.
Lo stesso vale per il caso della signora Cozzi. Il pagamento contactless a bordo consente, per ciascuna carta, l’acquisto di un solo titolo di viaggio per volta. Non è una singolarità di Parma, né un difetto del sistema Tep: la stessa tecnologia, con identiche modalità di utilizzo e gli stessi apparecchi di validazione, è adottata in tutta l’Emilia-Romagna e in molte altre città, fra cui Milano, da cui la signora proveniva. Questa modalità consente, tra l’altro, di applicare correttamente al cliente la miglior tariffa in relazione ai viaggi effettuati.
Per chi ha necessità di acquistare o validare più titoli, le alternative non mancano. A Parma è possibile utilizzare l’app aziendale sul cellulare, come avviene ormai in qualunque città europea, e restano comunque disponibili la rete delle rivendite autorizzate e le biglietterie aziendali. Non si può quindi presentare come un’anomalia ciò che in realtà corrisponde al normale funzionamento di un sistema ampiamente diffuso.
Quanto all’acquisizione della fotografia della signora Cozzi, priva di documenti, è bene precisare che si tratta di una procedura adottata anche da altre aziende della regione e finalizzata a tutelare le persone corrette. In assenza di un documento di identità, infatti, un passeggero potrebbe fornire generalità non proprie, coinvolgendo indebitamente terzi del tutto estranei ai fatti.
Si può discutere di tariffe, di tecnologie e di modalità organizzative. Non si può invece pretendere che il personale sostituisca la legge con valutazioni personali, né attribuire ai verificatori intenzioni vessatorie ignorando il quadro normativo entro cui operano.
Un servizio pubblico serio non funziona sull’emotività del momento, ma su regole certe e sulla loro applicazione imparziale.

Parma, 24 marzo

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