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Lettera al direttore

Biglietti cartacei: risponde la Tep

Lettera al direttore

Lettera al direttore

10 Aprile 2026, 08:50

Egregio direttore,
abbiamo letto la lettera della signora Laghi.
Comprendiamo che il cambiamento delle modalità di acquisto e validazione dei biglietti possa richiedere un adattamento, soprattutto per chi era abituato da molti anni a strumenti diversi. È però necessario riportare la discussione a una corretta proporzione dei fatti.
Oggi il biglietto cartaceo rappresenta una quota ormai residuale dei titoli venduti, pari ad appena il 4,5% dei viaggi effettuati. I titoli cartacei continuano comunque ad essere disponibili attraverso una rete di 312 rivendite sul territorio.
L’85% degli spostamenti avviene con abbonamento, mentre la quota restante è pagata con carta bancaria o app.
Nel caso richiamato dalla lettrice, tra la zona della Questura in via Repubblica e piazza Garibaldi vi sono circa 350 metri: una distanza del tutto ordinaria in un contesto urbano centrale, che non può ragionevolmente essere rappresentata come mancanza di servizio. Tep continua a presidiare la rete di vendita anche a fronte di una domanda ormai molto ridotta di biglietti cartacei, pur in un contesto nel quale alcuni esercenti possono scegliere autonomamente di non proseguire questo servizio.
Anche sulle nuove validatrici è opportuno chiarire che il sistema, pur diverso da quello precedente, non priva l’utente della possibilità di verificare il proprio titolo di viaggio: le corse residue e le validazioni effettuate si possono verificare anche a bordo, utilizzando i dispositivi presenti sul mezzo, non solo tramite smartphone.
Il caso di Bologna, del resto, va correttamente inquadrato. L’acquisto a bordo con monete rappresenta anche nel capoluogo emiliano una modalità residuale, gravata da un sovrapprezzo e quindi più onerosa per l’utente rispetto al biglietto acquistato nelle rivendite o a bordo con carta bancaria.
Anche lì il sistema di bigliettazione è in evoluzione verso il contactless. Le vecchie emettitrici a contante, basate su apparati ormai obsoleti e sempre meno sostenibili anche sotto il profilo della manutenzione, sono una soluzione transitoria destinata ad essere superata.
Resta naturalmente vero che ogni innovazione, per essere davvero utile, deve risultare semplice e accessibile anche per chi ha minore familiarità con gli strumenti digitali.
È su questo terreno che ha senso continuare a lavorare per migliorare il servizio, più che soffermarsi sul tema della prossimità delle rivendite quando si parla di una distanza di 350 metri in pieno centro storico, difficilmente qualificabile come un reale disagio.
Parma, 9 aprile

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