×
×
☰ MENU

MEDESANO

Anelli: forbici, pettine e quei vip diventati «amici»

Da Audrey Hepburn all'avvocato Agnelli «Ma non ho mai chiesto loro un autografo»

Anelli: forbici, pettine  e quei vip diventati «amici»

di Roberto Cerocchi

07 Gennaio 2022,15:48

Spesso non si conoscono mai abbastanza i vicini di casa. É il caso di Carlo Anelli, classe 1936, nato a Sant'Andrea Bagni da Mario, operaio all’imbottigliamento delle acque minerali, e da Anna Tettamanti, donna di casa. Il padre, nel periodo invernale passava da un casolare all’altro a «masèr i gognèn»: un norcino così bravo che ancora oggi è ricordato.
Carlo, primo figlio di cinque della coppia, all’età di 10 anni varcava per la prima volta in paese la porta di una barberia. Qualche anno dopo, già bravino, era garzone di bottega di Luca Ghillani, storico barbiere di Sant'Andrea Bagni, dove aveva acquisito la manualità sul lavoro, il comportamento e l’onestà.


Carlo non è il solito personaggio: può vantare la «P» maiuscola. Nel suo lavoro ha incontrato e servito personaggi famosi, italiani e internazionali ma non ha avuto il tempo materiale di fare insieme a loro una fotografia per ricordo e nemmeno ha pensato di farsi lasciare un autografo. «Se avessi collezionato tutti gli autografi di questi personaggi - ci racconta - oggi avrei materiale da museo e una raccolta di un certo valore. Allora non ci pensavo e poi ero pagato per lavorare e non per andare a caccia di ricordini», racconta.


Il primo personaggio incontrato a Sant'Andrea Bagni era stato il maestro di musica a e compositore Rolando Bernini. Fra i suoi allievi Romano Gandolfi e Gianni Verderi di Parma, che, da lui preparato, aveva vinto nel 1954 il campionato del mondo di fisarmonica. Nel 1952, a 16 anni, era andato a lavorare in una barberia di via Mameli a Parma. Lì aveva servito una vasta e importante clientela: I fratelli Luciani, gli industriali Mutti e Fornari (poi Scic), i fratelli Salvarani, i giornalisti Aldo Curti e Corrado Corti, Giuseppe Bianchini del Rugby Parma, Vycpáleck, Fabbri, Cocconi, Bronzon, Cavellini e il presidente Agnetti del Parma. Non clienti ma amici: Cilièn, Stopai e al Mat Sicuri che chiamava «il filosofo».
A 18 anni Carlo lasciava Parma per Milano dove faceva professionalmente il salto di qualità. «Milano insegna! Li ho imparato veramente il mestiere - racconta -. Di personaggi in bottega ne sono passati diversi, tra i più affezionati Adriano Rodoni, presidente della Federazione ciclistica, i fantini Breghenti e Casoli e i calciatori Angelillo, Liedholm e Nordahl».
Dall’età di 22 anni e fino ai 30, il periodo estivo lo trascorreva in un salone da parrucchiere ad Alassio e quello invernale a St. Moritz all’albergo Suvretta House.


Per lavoro ad Alassio aveva conosciuto Nicolò Carosio, Mike Bongiorno, Ernest Hemingway e il principe De Curtis, in arte Totò.
«A St. Moritz - racconta ancora Carlo - ho avuto il piacere di servire personaggi di livello internazionale e di molti ho avuto l’amicizia. Voglio ricordare i principali: la contessa Visconti di Modrone, Caterina Valente, Peter Sellers, Audrey Hepburn, Mel Ferrer, il regista Hitchcock, il batterista dell’Orchestra Estrelli, il Conte Marzotto e famiglia, l’avvocato Gianni Agnelli, i Pininfarina, l’armatore Niarchos, cognato di Onassis e Fernandel (il famoso don Camillo, ndr)».


A 30 anni ritornava a Parma dai suoi primi titolari con l’offerta di entrare come socio dove aveva rilanciato l’attività per poi chiudere la carriera con una certa tristezza a 39 anni, per problemi di salute a lavorare in piedi.
Nel novembre del 1975 era assunto dalla Cassa di Risparmio di Parma come guardia notturna poi, chiamato da Renato Malpeli, aveva fatto carriera fino a diventare capo commesso qualche tempo prima della pensione. Nell’agenzia di Fornovo, per completare la raccolta «personaggi famosi», aveva conosciuto il soprano Renata Tebaldi, amica dell’allora direttore Bruno Grassi.
Amava lo sport che aveva praticato per diversi anni: calcio, bocce e tiro a segno dove nel 1966, in un torneo aveva battuto il campione mondiale a squadre, lo svizzero Calderas. Nel mondo dello spettacolo aveva poi conosciuto il fior, fiore, degli artisti per il suo lavoro dal 1981 al 1994 di accertatore Siae e dell’automobilismo per essere stato dal 2000 al 2018 ufficiale di gara, specializzato commissario di percorso.


Una vita avventurosa di cui ha rimpianti? «La nostalgia della Parma del 1952, della bella Milano del 1954, del Muretto di Alassio del 1957, delle bellezze di St. Moritz e delle persone conosciute. Ho il rimpianto di non aver potuto frequentarli di più. Ora mi tornano alla mente i sogni e le speranze della mia gioventù. Concludendo ringrazio di cuore questi grandi personaggi per avermi accordato tanta amicizia, stima e affetto».

© Riproduzione riservata

Commenta la notizia

Comment

Condividi le tue opinioni su Gazzetta di Parma

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

CRONACA DI PARMA

GUSTO

GOSSIP

ANIMALI