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30 anni fa Parma scopriva il delitto di Carnevale

11 febbraio 2016, 16:51

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A guardare adesso quegli articoli un po' spiegazzati, con le relative foto, i 30 anni passati si misurano tutti.

Esattamente l'11 febbraio di 30 anni fa, con un piccolo richiamo in prima pagina che oggi sarebbe un titolo a 7 colonne, tg straordinari e notizie macinate sul web in tempo reale, i parmigiani scoprivano che in pieno Oltretorrente e nei giorni del  carnevale era stato compiuto un efferato delitto.

In realtà, la morte di Carlo Mazza, conosciutissimo ex imprenditore innamorato della vita, risaliva a due giorni prima. Ma il clima gelido (era appena nevicato) e forse l'inesperienza del medico incaricato dei primi rilievi, fecero rubricare quella tragica fine all'interno di un'auto parcheggiata come morte naturale.  Ma ai successivi esami medico-legali apparve che Carlo Mazza era stato ucciso con due colpi di pistola sparati a bruciapelo.

E poco dopo venne a galla l'assicurazione da un miliardo. E venne fuori il nome di lei: Katharina. Katharina Miroslawa: bella come poche, ballerina "tedesca" in realtà polacca, anche se in Germania era andata a vivere e aveva conosciuto "Victor". Una relazione, un figlio, un lavoro comune di sexy ballerini in un locale di Modena. Ma poi nella vita di Katharina, e quindi di Victor-Witold, era appunto entrato Carlo Mazza.

"Ero veramente innamorata di Carlo", è il titolo di una delle primissime interviste della Gazzetta alla Miroslawa, fermata al suo arrivo in Italia e poi rilasciata dal carcere di San Francesco. Poi le indagini, i processi, le assoluzioni e poi le condanna e il coinvolgimento di altre due figure (il "greco" poi uscito dal processo e il fratello di Katharina condannato a sua volta). La latitanza europea della ballerina, poi il suo arresto e le successive "rivelazioni" di Witold: "Sono stato io ma Katharina non sapeva nulla".

La Miroslawa in carcere a Venezia, poi di nuovo in libertà a pena scontata. 30 anni fatti di colpi di scena, di verità sancite e poi ribaltate. Per Katharina non è ancora finita ("Voglio la revisione del processo"), mentre le raccolte della Gazzetta ricordano i primi momenti di quel giallo di tanto tempo fa, durato per anni e lontano anni luce dalle sofisticate tecniche dei Ris & C., che probabilmente lo avrebbero dipanato in pochi giorni.