Contromano
Lezione numero uno: all'Europa. La famosa «e-car» («e» come economica, elettrica, europea) promessa in modo tanto entusiastico quanto fumoso da Ursula von der Leyen potrebbe avere un percorso molto accidentato. Che la Commissione europea avesse fatto i conti senza l'oste era stato evidente da subito, ma quanto sta accadendo in questi giorni con Nexperia ha messo il re a nudo. Riassumendo: il governo olandese ha preso il controllo dell'azienda di semiconduttori preoccupato che la gestione cinese (è di proprietà di Wingtech) ne mini la presenza europea. Pechino ha reagito semplicemente bloccando l’esportazione dei chip perché se è vero che la produzione è principalmente europea, il 70% dei chip Nexperia viene confezionato in Cina prima di essere distribuito. Questo ha mandato in tilt i costruttori europei perché - volenti o nolenti - senza le centinaia di chip oggi necessari per la sicurezza o l'infotainment un'auto non esce dalla fabbrica. Quindi: o l'Europa è capace di mettersi al riparo dalle tempeste lungo la filiera o la e-car dove per «e» si intende europea se la sogna. Ah, se poi l'obiettivo è quello di avere una city car europea elettrica fra 15 e 20mila euro, forse Bruxelles non si è accorta che Renault sta per far sbarcare sul mercato la nuova Twingo made in Europe mantenendo la promessa di due anni fa, ovvero stare sotto i 20mila euro...
© Riproduzione riservata
Gazzetta di Parma Srl - P.I. 02361510346 - Codice SDI: M5UXCR1
© Gazzetta di Parma - Riproduzione riservata