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Dopo l’ibrido a basso dosaggio, l’ibrido che fa 90 e non è solo per modo di dire. A 90 km di autonomia in modalità 100% elettrica, l’edizione 2026 di Peugeot 308 plug-in hybrid (5 porte e station wagon) si avvicina molto, fermandosi a 85 km ma garantendo un servizio più che sufficiente per uscire di casa la mattina e rientrare la sera (con tappa al centro commerciale) senza versare un goccio di benzina, né attaccarsi ad una presa. A proposito: niente ricarica superveloce, per la batteria da 17,2 kWh, ma pur sempre una ricarica in AC a 7,4 kW (optional da 400 euro) in 2 ore e spiccioli. Se non si ha fretta, 4 ore e 20 da wallbox a 3,7 kW, 7 ore e mezza da presa domestica.

Rispetto a 308 ibrida 48V, la variante alla spina (308 Hybrid 195 e-DCS7) è più briosa: 7 secondi e 6 sul «0-100», cioè 1 secondo e 2 più rapida. Differente anche il feeling di guida, influenzato com’è dall’intervento pressoché costante della controparte elettrica del 1.6 turbo benzina, insieme al quale genera una potenza di 195 Cv e una coppia di 360 Nm, utili per compensare il peso maggiore di oltre 200 kg. Una certezza, infine, l’intelligente cambio doppia frizione a 7 marce.

Il sacrificio, più che al momento dell’acquisto (da 41.245 euro la berlina, 1.000 euro in più la SW), è semmai al momento di aprire il bagagliaio: quasi 100 litri in meno (314 l la 5p, 467 la wagon), manca la profondità. In tutto il resto, è come nuova 308 già in vendita anche EV e a gasolio: più atletica, più digitale, meglio rifinita. Peugeot fino al midollo.
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