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L'industria europea corre ai ripari. Troppo tardi?

L'Industrial Accelerator Act e negoziati che potrebbero durare anni

L'industria europea corre ai ripari Troppo tardi?

16 Marzo 2026, 15:28

Con la consueta agilità l'elefante di Bruxelles ha cominciato a puntellare la propria industria automobilistica inserendola tra gli asset da difendere con l'Industrial Accelerator Act. Il 4 marzo la Commissione europea ha annunciato la proposta legislativa per rilanciare l'industria continentale e proteggere le infrastrutture sensibili. Il solo comparto dell'automotive rischia di perdere 600mila posti di lavoro nell'arco di pochi anni di fronte all'avanzata cinese. In sostanza l'Ue per valorizzare il contenuto locale si trincera dietro una sorta di protezionismo per garantire di mantenere in Europa la creazione di valore strategico: in sintesi almeno il 70% della produzione dei componenti deve essere realizzata nel continente. Un modo per preservare le competenze tecnologiche che negli anni scorsi erano state letteralmente buttate nella spazzatura gestendo malissimo la transizione energetica. Ci sarebbe da obiettare in primis che quel 70% esclude il valore delle batterie delle vetture elettriche (una deroga che vale fino al 40% del costo del veicolo, mica poco) ma fa soprattutto rabbia pensare al tempo perduto accusando da un lato gli Stati Uniti di protezionismo e dall'altro Pechino di giocare con regole diverse. Lamentarsi per anni per poi comportarsi esattamente come fanno gli altri competitors non sembra una strategia vincente. «L'Europa sta solo facendo ciò che altri partner fanno da anni ormai» si è quasi giustificato Stéphand Sejourné, responsabile dell'Industria nell'Ue, illustrando l'Accelerator Act che segna un cambiamento filosofico lontano dall'approccio ai mercati aperti che ha sempre caratterizzato l'Europa. Ma la cosa che ci spaventa di più è che l'Act è solo una proposta che verrà ora inviata al Parlamento europeo e al Consiglio Ue, che dovranno redigere le proprie versioni. Partiranno quindi le negoziazioni e potrebbero essere necessari anni perché l'accordo finale diventi legge. Nel frattempo, magari, il mondo sarà cambiato di nuovo...

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