Alluminio, aerodinamica, elettronica. Dulcis in fundo, l’immancabile trazione posteriore. Può un Giaguaro solo sfidare ad armi pari un’intera divisione ? Velocità e fiuto per la caccia grossa, d’altra parte, non gli mancano. E se è vero che un felino non ha mezzi contro la tecnologia e l’abbondanza di risorse di un nemico multiplo e corazzato, allo stesso tempo possiede l’agilità e l’intuito animale per destreggiarsi anche su un campo di battaglia tanto ostile.
Jaguar XE all’attacco di Bmw Serie 1, Audi A4 e Mercedes Classe C, nientemeno che i di segmento D. Eleganza e soluzioni tecniche d’avanguardia, pescate con cura dal vasto bacino di know-how di un brand leggenda come Jaguar Land Rover, le contromisure adottate dalla più affascinante berlina mai progettata da decenni a questa parte. Merito innanzitutto dell’esclusivo ad alta densità di lega di alluminio (quota maggiore del 75%), gran parte del quale recuperata da materiale riciclato, che veste la XE da capo a coda. Per un effetto che non solo appaga l’occhio, ma anche trasmette all’ultimo prodotto della dinastia Jaguar – marchio che conserva fascino magnetico anche in seguito al passaggio sotto il controllo indiano di Tata Motors – eccellenti proprietà di leggerezza, robustezza, rigidità torsionale e sicurezza. Con evidenti riflessi, ovviamente, sul lato squisitamente dinamico dell’esperienza. Senza contare il risparmio di carburante, un qualunque sia l’ordine di spesa sostenuta inizialmente.
Alluminio a profusione, ma non solo: laddove – asse anteriore - la concorrenza opta generalmente per sospensioni McPherson, a Coventry hanno pensato di adottare l’avanzata configurazione a doppio braccio oscillante. Al posteriore, invece, altro salto in avanti con le sospensioni Integral Link. Risultato, miglior risposta dello sterzo e maggior grado di resistenza al carico laterale in percorrenza di curva. Per un piacere di guida solitamente associato a modelli Gran turismo, più che berlina . La flotta di sportive del costruttore inglese abbassa dunque la propria soglia d’ingresso, e alle note XF ed XJ affianca ora una vettura che alle sorelle maggiori nulla ha da invidiare, se non qualche centimetro di statura (4,67 metri di lunghezza).
Spirito competitivo e forma fisica da Olimpiade trovano conferma anche all’interno, dove il clima è quello di una cabina di pilotaggio ben più che da semplice abitacolo : display al tocco da 8”, cruscotto tutto curve, consolle centrale profonda, sedili avvolgenti regolabili a 14 vie. E per chi scegliesse il cambio automatico, l’emozione del selettore rotativo che riemerge dal tunnel ad ogni avviamento del quadro. Tessuti tecnici, cuciture doppie a contrasto e pelle a grana fine completano un microcosmo dal sapore artigianale col quale entrare subito in simbiosi.
La XE porta al debutto anche una nuova famiglia di motori, quelli della serie : iniezione diretta, fasatura variabile delle valvole di aspirazione e sovralimentazione i tratti in comune sia ai benzina che alle unità turbodiesel. Offerta a benzina quindi composta da un 2 litri quattro cilindri disponibile nelle varianti da 200 CV o 240 CV e un 3 litri V6 da 340 CV, lo stesso che già equipaggia la F-Type. Quanto alla gamma a gasolio, la scelta è tra lo da 163 CV o 180 CV di un 2 litri particolarmente parsimonioso (valori nominali di 3,8 l/100 km e 99 g/km di CO2). Dalle preesistenti XF ed XJ giunge in prestito la trasmissione automatica ZF ad otto rapporti, alternativa al cambio manuale a 6 marce.
Menzione finale per i programmi elettronici di assistenza alla guida: oltre a sistemi come l’All Surface Progress Control (ASPC) per la gestione della trazione e il Laser Head-up Display per la proiezioni virtuale dei dati di viaggio nel campo visivo del guidatore, la XE è tra le prime della sua classe a disporre di una . Trattasi di un sensore all'avanguardia che restituisce una vista tridimensionale della strada: è il fulcro della frenata autonoma di emergenza (AEB) e dei sistemi di riconoscimento dei segnali stradali. Posizionata davanti allo specchietto retrovisore, la stereo camera è in grado di rilevare veicoli fino a 100 metri di distanza. Se gli algoritmi nel modulo di controllo AEB determinano una probabile collisione, il sistema frenante viene pre-caricato e il guidatore riceve un avviso. E se non si interviene, la forza frenante viene attivata automaticamente. Stile e tecnica, passione e competenza: con un listino che spazia da 37.750 euro a 55.400 euro, il Giaguaro lancia il guanto di sfida senza timori reverenziali.