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Prevenire il melanoma con la mappatura dei nei

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Prevenire il melanoma con la mappatura dei nei

17 Gennaio 2022,08:59

Come riconoscere i tumori della pelle in modo sicuro e non invasivo.

Il melanoma cutaneo è un tumore maligno che colpisce la pelle e la sua incidenza è in continua crescita. I principali fattori di rischio per la sua insorgenza sono l’esposizione eccessiva alla luce ultravioletta (raggi solari e lampade abbronzanti), pregresse scottature solari (specie in giovane età), immunodepressione, pelle chiara, presenza di molti “nei” (nevi è il termine medico), familiarità o storia personale di melanoma. Nelle sue prime fasi è del tutto asintomatico e se non diagnosticato precocemente può essere particolarmente aggressivo. Fondamentale è pertanto la sua prevenzione, sia da parte del paziente stesso attraverso autovalutazioni ogni 2-3 mesi con l’ausilio di uno specchio per le aree non aggiungibili alla visione diretta o con l’aiuto dei propri familiari, sia e soprattutto con visite dermatologiche periodiche. Il segno principale per sospettare un melanoma è il cambiamento dell’aspetto di un neo (preesistente o di nuova insorgenza). Fondamentale quindi è il controllo periodico dei nei, spiega la Dottoressa Martina Zanni, Dermatologa del Poliambulatorio Città di Collecchio. Come primo esame di screening per studiare tutti i nei si utilizza un dermatoscopio, uno strumento ottico dotato di una lente che consente di illuminare e ingrandire le immagini osservate per valutarne strutture e caratteristiche non visibili ad occhio nudo).

“Non mi stancherò mai di sottolineare, afferma la Dermatologa, che questo tipo di visita è già accurata e più che completa per un paziente che non presenti particolari fattori di rischio e non abbia nei sospetti, ed andrebbe ripetuta ogni anno”. Se nel corso della visita il dermatologo riscontra particolari fattori di rischio o osserva lesioni sospette, proporrà invece una mappatura dei nei, un esame di secondo livello, da non eseguire dunque come screening di base su tutti i pazienti e che si avvale di uno strumento differente: il videodermatoscopio digitale.

IL CONSIGLIO DELLO SPECIALISTA

Come sottoporsi correttamente ad una visita?

• Non applicare trucchi né smalti;

• Evitare di eseguire la tintura dei capelli nei giorni immediatamente precedenti l’esame perché tracce di colore potrebbero nascondere piccoli nei del cuoio capelluto;

• Radersi il volto e sfoltire i peli del tronco per una migliore valutazione di tali sedi;

• Rimandare l’appuntamento in caso di mestruazioni al fine di consentire una accurata valutazione dei genitali;

• Se possibile evitare di eseguire l’esame quando si è abbronzati.

Tecnologia nella diagnosi

Videodermatoscopia: quando è più indicata?

La mappatura con il videodermatoscopio consente di valutare le lesioni cutanee permettendo di archiviarle nel computer per poterne controllare l’evoluzione nel tempo. Tale metodica è in grado di acquisire numerose immagini microscopiche dei nei per monitorarli e creare una mappa delle loro localizzazioni corporee; inoltre, attraverso immagini macroscopiche (da lontano) delle lesioni presenti nelle diverse sedi cutanee (viso, arti, tronco), permette di scoprire anche la comparsa di nei di recente insorgenza. Non è un esame invasivo, non richiede alcuna preparazione e dura circa 20-30 minuti. Riassumendo dunque: se alla visita di screening la dermatoscopia manuale non rileva lesioni sospette, la videodermatoscopia non viene effettuata. Se invece si riscontra la presenza di una o più lesioni che devono essere monitorate nel tempo si effettua la mappatura. “Dobbiamo dunque sfatare il mito che la cosiddetta “mappatura dei nei” sia un esame migliore e più preciso e quindi indispensabile per chiunque” sottolinea la Dott.ssa Zanni.

 

A Voi la parola

Domanda della Signora Luisa da Parma

«Se alla visita venisse riscontato un neo atipico cosa devo fare?»

Risposta del Dottoressa Martina Zanni, Medico Dermatologo del Poliambulatorio Città di Collecchio

In tal caso sarà il dermatologo a dare opportune istruzioni. Il neo potrebbe essere solo monitorato nel tempo con la mappatura, ad esempio dopo tre-sei mesi, o potrebbe venire posta l’indicazione di asportarlo chirurgicamente, con anestesia locale, per avere un esame istologico.

Direttore sanitario Dott. Stefano Folzani

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