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C’è una differenza sostanziale tra prevenire e proteggere rispetto a reagire. Le prime implicano visione, analisi e coordinamento, mentre la seconda arriva quando una criticità è già in corso e un danno si è già verificato. Per molte imprese italiane, soprattutto quelle di dimensioni medie e con una buona solidità economica ma non strutturate come grandi corporate, la sicurezza organizzativa, delle risorse e del patrimonio materiale e immateriale, è stata a lungo intesa come una funzione reattiva, come un presidio necessario, ma spesso attivato e coinvolto solo in presenza di una problematica già in atto. Allo stesso modo, il rischio legale e quello reputazionale sono relegati all’emergenza e all’eventualità, quando è tardi o molto più oneroso correre ai ripari. Il contesto attuale impone un cambiamento nell’approccio, dirigendo quest’ultimo verso la proattività e affidando la mera reazione all’estrema ratio.
Il contesto in cui operano le aziende è infatti diventato più complesso e interconnesso. Le minacce non riguardano soltanto intrusioni fisiche o attacchi informatici, ma si estendono a immagine e reputazione, a conseguenze penali, alla responsabilità contrattuale, extracontrattuale e amministrativa, alle relazioni con partner e istituzioni, alla supply chain e alla affidabilità dei fornitori, alla continuità operativa. Il rischio di subire un danno per un’impresa può spesso e soprattutto derivare da una decisione sbagliata, da un’informazione non verificata, da un contenzioso gestito male, da omissioni nella compliance, da violazioni alla riservatezza e da campagne di disinformazione; per questo la security aziendale, oggi, coincide sempre più con la capacità di conoscere e comprendere contesti e scenari, nell’anticipare per prevenire e proteggere.
Gestire il rischio significa pertanto costruire un sistema di monitoraggio continuo che consenta di individuare segnali deboli, anticipare criticità e proteggere il valore dell’impresa. È qui che entra in gioco il concetto di security transdisciplinare, un modello che unisce competenze diverse, supera la logica dei compartimenti stagni e opera in totale sinergia su più livelli, da quello apicale della governance delle aziende a quello del project management e della gestione operativa.
Non esiste più, infatti, una distinzione netta tra sicurezza fisica, digitale, reputazionale o organizzativa, tutti questi ambiti si influenzano a vicenda. Una vulnerabilità informatica può trasformarsi in una crisi reputazionale, un contenzioso legale può avere impatti sulle relazioni commerciali, una criticità nella supply chain può generare effetti sul posizionamento dell’impresa, investire in un’area con criticità urbanistiche o di carattere sociale può generare un danno anziché un successo.
Avvalersi in questi ambiti dell’Intelligence per il project e security management significa mettere in relazione diversi fattori e costruire un sistema capace di leggere le connessioni, di unire i punti e costruire ponti tra discipline, promuovendo una visione olistica del rischio e di tutto quanto, internamente ed esternamente all’impresa, può impattare sul business.
È su questa visione che si colloca l’attività di Overall Advisory S.r.l., realtà che nasce appositamente per offrire alle imprese un approccio integrato alla gestione del rischio, alla tutela degli asset e alla gestione dei contratti, quali ad esempio quelli di appalto di lavori, servizi e forniture.
La società riunisce competenze negli ambiti di intelligence, security, consulenza strategica e legale, project management nel settore delle infrastrutture critiche e dei contratti pubblici, digitalizzazione e urbanistica, con l’obiettivo di costituire un modello di consulenza non episodica, bensì un presidio strutturato e un punto di riferimento unitario e costante per i propri clienti.
Una composizione che riflette la forte volontà di integrare competenze giuridiche, tecniche, organizzative e strategiche in un’unica realtà.
All’interno di Overall Advisory operano infatti diversi professionisti con competenze complementari. Tra questi il parmigiano Dott. Stefano Bassi, CEO, Security Manager certificato e Responsabile Intelligence e Risk Management, e l’Arch. Giuseppe Andrea Maggio, impegnato nello sviluppo di sistemi informativi, digitalizzazione, nella prevenzione attraverso l’integrazione del business con le realtà urbane e col paesaggio e nella Geo Intelligence. L’integrazione tra queste competenze, unitamente a quelle di project manager con esperienza ultraventennale nel settore degli appalti, concessioni e partenariato pubblico-privato, consente di affrontare il rischio d’impresa in modo trasversale e di fornire una visione ampia.
«Oggi le imprese sono esposte a rischi più complessi e meno visibili.», osserva Bassi. «La security così come la gestione di un contratto non possono più essere affrontate a compartimenti stagni. Serve un modello in cui le competenze dialogano e in cui l’analisi preventiva diventa il fondamento della gestione aziendale. Il nostro lavoro si basa su competenze specialistiche forti, unite da una visione comune sviluppata in oltre 15 anni di collaborazione reciproca che ci hanno condotto alla costituzione di Overall Advisory».
In questo approccio, l’Intelligence ha un ruolo chiave, quale disciplina di analisi e conoscenza di dati e informazioni, di dinamiche relazionali, dei contesti territoriali e dei segnali che possono indicare una criticità futura, un cambiamento, una debolezza o, al contrario, un’opportunità, supportando i processi decisionali con adeguate valutazioni e impiegando metodologie specifiche.
«L’intelligence reputazionale, ad esempio, permette di osservare come un’azienda viene percepita e quali fattori possono incidere sulla sua credibilità e sul suo posizionamento. L’intelligence geopolitica, culturale e sui fenomeni criminosi permette di fornire, alle aziende che intendono affacciarsi su un nuovo territorio – tanto in Italia come all’estero – informazioni utili per assumere decisioni strategiche, di tutela delle proprie risorse, gestione delle trasferte del proprio personale e della sicurezza fisica di un cantiere o sito industriale. L’intelligence sui fornitori, ancora, permette di avvalersi di partner affidabili e di non esporsi a rischi determinati o catalizzati da questi ultimi». Questi alcuni esempi rappresentatici da Bassi, da anni impegnato nel coniugare diritto, scienze geografiche, geopolitica, scienze della difesa e della sicurezza, sociologia e criminologia in una reciproca compenetrazione a favore di aziende operanti nel settore dei lavori e servizi pubblici e privati.
L’attività di Overall Advisory, come ben si nota, non è pensata solo per grandi gruppi o realtà internazionali, perché anche le imprese locali possono trarne beneficio, soprattutto in un contesto in cui la competitività si gioca sempre più sulla capacità di prevenire, innovare, essere resilienti e gestire con proattività. Sicurezza e project management transdisciplinari diventano così uno strumento di stabilità e crescita, di tutela e creazione di valore.
«La nostra attività” – prosegue Bassi – “spazia dalla consulenza geopolitica e dall’analisi di scenario di Paesi e località nazionali al project management di commesse specifiche, dalla due diligence e procurement intelligence su fornitori e subappaltatori alla digitalizzazione e alla sicurezza delle informazioni, dalla progettazione di difese per siti a rischio alla consulenza legale, anche in collaborazione con importanti studi di Parma, Bologna e Milano, ad esempio. Per questo ci basiamo sulle discipline dell’Intelligence quali l’Open Source Intelligence, la Human Intelligence, la Cultural Intelligence, la Business e Competitive Intelligence, l’intelligence geografica e geospaziale e abbiamo sviluppato, con il collega Arch. Maggio, soluzioni che integrano tecnologie GIS e GPS con la compliance e con l’analisi di rischio, ad esempio nei trasporti e nella gestione di cantieri».
Security e risk management così concepiti e strutturati non sono dunque un costo accessorio per le imprese, ma un investimento nella stabilità e nel valore. Significa anche superare la logica delle consulenze isolate e costruire un sistema di collaborazione tra competenze.
Per le imprese italiane, e in particolare per quelle del Nord e dell’Emilia, la sfida è chiara. Parliamo di proteggere il valore costruito nel tempo con un approccio evoluto. Valore, sicurezza e gestione del rischio, oggi, coincidono sempre più con la capacità di comprendere il contesto, anticipare gli eventi e costruire processi integrati. In questo scenario, l’intelligence diventa una risorsa strategica e la collaborazione tra competenze diverse una condizione necessaria per affrontare un futuro sempre più articolato. Non si tratta di adottare modelli pensati per le grandi multinazionali, ma di costruire soluzioni su misura, capaci di coniugare specializzazione e visione d’insieme.
Il modello di management transdisciplinare proposto da Overall Advisory è dunque la risposta a un contesto quanto mai fluido e mutevole e perciò in evoluzione continua. Le imprese che sapranno integrare competenze e strategie avranno strumenti più efficaci per proteggere il proprio patrimonio e affrontare il futuro con solidità e visione.
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