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Un caffè con il cronista

«Un caffè con il cronista» a Noceto «Vi raccontiamo l'anima del paese»

La Gazzetta in piazza La gente: «Il paese più tranquillo del mondo. Si vive bene»

Noceto

28 Ottobre 2022, 18:51

«Quando arrivi a Noceto, senti subito la sua anima». D'accordo: ma qual è quest'anima? Frank, all'anagrafe Franco Bernuzzi, titolare dello storico bar Grelo, 104 anni sotto la Rocca e 2400 bottiglie di «Berlucchi 61» stappate ogni 365 giorni, sgrana gli occhi: «Ma è ovvio: è l'anima nocetana, che non cambia nel tempo. L'identità del paese, fortissima, diversa da tutte le altre». Giacca rosso fuoco e battute fiammanti - «scherzo con tutti, certe volte arrivo in ciabatte: mi insultano», «Il mio motto è: quando vieni al bar, medico o operaio, sei uguale a tutti gli altri. E qui devi stare più volentieri che a casa» -, Bernuzzi ben fotografa l'«anima nocetana»: comunità, radici, storia, tradizioni, riti, continuità. E appartenenza.

L'anima di Noceto

Eccoci a Noceto, 13.200 abitanti e guai a parlare di culle vuote. Eccoci a Noceto, paese del nocino, 80 telecamere di videosorveglianza e un'assicurazione anti-furto pagata dal Comune per ogni cittadino, 10 chilometri di piste ciclabili e due parchi da far invidia alla città, scuole immerse in quell'oasi verde che è la cittadella dello sport, un'altra eccellenza. Qui ieri mattina, al bar Grelo davanti al mercato, «clienti dai 20 ai 90 anni», è andata in scena l'iniziativa della Gazzetta di Parma «Un caffè con il cronista»: il gruppo formato da Sabrina Schianchi, responsabile del Marketing, Annarita Melegari, fotografa, e Anna Maria Ferrari, vice caporedattrice, ha trascorso una mattinata tra la gente che è accorsa per raccontare il proprio paese. L'anima di Noceto, appunto. «La mia storia? Viene da lontano. Da mio nonno, strajè negli Usa, che pelava patate al Waldorf Hotel di New York ed è tornato - sorride Graziano Adami, a capo di quel gioiello che è l'azienda Casone materie plastiche, sponsor dell'Atletica Casone Noceto, nove titoli nazionali - Abbiamo cominciato a lavorare qui, non c'era ancora la zona industriale. Siamo andati dal sindaco, “vogliamo iniziare in proprio”: “Rrangiv”, “Datevi da fare”, ci ha risposto. Siamo partiti nel 1973 da sottozero, abbiamo lavorato 3 anni e mezzo tutti i giorni tranne Natale e Pasqua. I miei 3 figli e mio genero sono della squadra». Mai pensato di fare le valigie? «No. Mai. Questa è un'isola tranquilla, anche se attorno è diverso». Tranquillità è la parola più condivisa: «Non manca nulla. Paese molto sicuro. - ribadisce Mauro Pizzetti, presidente dell'Atletica Casone Noceto, 250 iscritti, ossatura a Noceto e atleti da tutto il mondo - Andiamo dai camminatori dilettanti agli atleti top. E adesso puntiamo al settore femminile».

Lo sport

Dall'atletica al calcio, con numeri da record come quelli del Noce, mega centro sportivo con un giro di pubblico, per il calcio, intorno a 70mila presenze all'anno e 1000 atleti a settimana, come spiegano Daniele Alberici, vice presidente del G.S. Fraore, e Massimo Barelli, presidente dell'Asd Calcio Noceto, le due società che hanno in gestione il Noce con il sostegno del Comune: «Abbiamo 500 giovani, un orgoglio. Siamo partner ufficiale del Parma calcio per il settore femminile: tutte le domeniche le ragazze under 19, in serie A, giocano da noi». E voilà il rugby, perla da sempre, anima nocetana doc, «schiva e sanguigna. Montanara, diffidente prima, poi ti spalanca il cuore», sintetizza Andrea Scozzesi, presidente del Rugby Noceto, 350 tesserati e tutte le categorie. «Grande attività a livello formativo, seguiamo anche i bimbi con disabilità. Abbiamo 4 pulmini, ma facciamo un po' fatica a trovare autisti. I ragazzi si allenano alla sera per dare a tutti la possibilità di studiare e lavorare, senza grilli per la testa».

Il volontariato

La meglio gioventù. E l'«anima nocetana» è anche associazionismo, Croce verde, con i suoi 200 soci e 3000 servizi nel 2021 di cui 900 in emergenza, elenca il vicepresidente Massimiliano Chiarati, 32 anni da volontario, un passato scout: «Presenti sul territorio h24. Mi piace essere di aiuto agli altri». Presidente è una donna, Prisca Tedaldi, «e pensare che il sangue mi faceva scappare...»: «Ho iniziato dal centralino, adesso sono sempre sull'ambulanza. Difficile, ma entusiasmante». In tuta arancione c'è anche Gianni Cabassa, autista, «in Croce verde tutti i giorni meno sabato e domenica, se no pianto la tenda e poi senti mia moglie», e Maria Chiara Del Chini, 24 anni, «mi commuove vedere la gratitudine delle persone». L'ultima arrivata è Giulia Chieri, 20 anni, dipendente Glaxo: «Stacco dal lavoro, mi cambio e inizio il turno da volontaria. Mi sento a casa». L'abbraccio della comunità: «Durante il Covid ci tenevano all'ingrasso... Sai quante pizze e torte ci hanno regalato!». Un filo rosso tra il paese e i suoi angeli. Come quelli dell'Avis, 650 donatori, «ma ne vorremmo molti di più», si rammarica il presidente Romano Reggiani, all'attivo più di 100 donazioni, l'ex ufficiale dell'Anagrafe che ha mandato i nocetani «31 volte a votare». Intanto si industria per allargare il giro di donazioni: «Facciamo la torta fritta tutti i sabati da maggio a settembre. Abbiamo il circolo Avis e balliamo con l'orchestra dal vivo. Prima del Covid c'erano 80-90 presenze a serata». Per anni assessore ai Servizi sociali, Natalina Dazzan oggi è l'anima del Circolo anziani: «Il sociale funziona molto bene». Per Gianna Adorni, vedova del maestro d'orchestra Cesare Alfieri: «Il paese è un po' una famiglia». E Daniela Centenari, 20 anni nel mondo della scuola: «Tutti guai per me. Ci sono relazioni forti qui».

Sicurezza

Territorio sotto controllo metro dopo metro, con 80 telecamere, 9 carabinieri e 9 agenti di Polizia municipale. Arriva Elisa Vecchi, assistente scelto, «la quota rosa della Municipale»: «Coi carabinieri siamo amici, c'è anche un accordo di collaborazione». È la fondatrice del Punto di ascolto vittime di violenza: «C'è un centralino, garantiamo l'anonimato. Il numero da chiamare è 3339341433. Anche solo per una chiacchierata». Rete è la parola d'ordine, ribadisce il maresciallo Marco Angelini, comandante della Stazione, casa a Noceto da 12 anni, moglie in Finanza, «siamo concorrenti», sorride: «Sono stati fatti fondamentali investimenti sulla sicurezza». Arrivato qui 33 anni fa, l'appuntato Rocco Ciardo, pugliese, non si è «mai mosso, perché è un posto perfetto anche per crescere i figli». «Una grande famiglia che lenisce la distanza da casa»: per Laura Pipitone, carabiniera di 29 anni, palermitana, «nocetana» da tre anni, l'accoglienza è il punto di forza. «Non ci si sente mai soli».

Note dolenti

Ad indicare una nota dolente è Giorgio Zerbini, pensionato, che fissa il cantiere dell'ex ristorante Aquila Romana: «Una ferita aperta. Speriamo che finiscano in fretta i lavori». Proprio lì davanti, a un palmo dal viavai del mercato, giganteschi Tir passano sulla statale 357. Tangenziale, quando sarai finita? È il pallino del sindaco Fabio Fecci (sotto, l'intervista), che dopo anni di lotta con la burocrazia è riuscito a far partire i cantieri: «Conclusione nel 2024. Finalmente».
Baby gang? No, sjòchett

E il problema dei problemi di questi giorni post-pandemia, cioè le baby gang? Qui - dicono Municipale e Carabinieri -. si chiamano «sjòchett»: «Li conosciamo dall'asilo - spiega Elisa Vecchi - Facciamo educazione stradale a scuola. C'è una rete capillare». Ma - aggiunge Giuliana Ruffolo, presidente dell'Asp Astrolabio - «noi facciamo dopo scuola ed attività extra scolastica, però servirebbero più punti di aggregazione». C'è chi chiede l'oratorio più aperto e pronto ad accogliere i ragazzi.

I nonni

Noceto, le origini nell'età del bronzo, spiega Fabrizio Garbasi: «Abbiamo il museo della vasca votiva, un unicum in Europa». E la festa dei nonni, ricorrenza nazionale dal 2005, è partita da qui, nel 2004, dall'idea del sindaco Fecci di premiare tutti i nonni del paese nella piazza principale. Angela Madeo è giovanissima, ma il valore dei nonni l'ha ben chiaro: «Sono il tesoro dei paesi, quello che resta e dà forza verso il futuro». Vero: c'è tutto questo nell'anima di Noceto.

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