Toccante cerimonia al rifugio Mariotti dopo i lavori alla lastra che ricorda l’eroica battaglia del 19 marzo 1944
Con una breve e toccante cerimonia, lo scorso 29 agosto è stato inaugurato il restauro della lastra che, sul muro del rifugio Mariotti, ricorda l’eroica battaglia del 19 marzo 1944 tra 9 partigiani, asserragliati nel rifugio, e soverchianti forze nazifasciste, che si concluse con pesanti perdite a carico degli assalitori.
Sono intervenuti rappresentanti di Comune di Corniglio, AnpI di Parma, Collecchio, Colorno e Salsomaggiore, Anpi di Viadana e Pontremoli, Anppia, Provincia di Parma, Istituto Storico della Resistenza di Parma e Cai. Era presente anche Adelmo Cervi, nipote di Alcide, «papà Cervi».
Il restauro, sostenuto dall'AnpI di Viadana, è stato effettuato da Stefano Volta, che non è tuttavia intervenuto sulla lapide originaria, andata purtroppo distrutta nel 1977 durante i lavori di ristrutturazione del rifugio.
Per iniziativa di Romano Sarti, allora Presidente Cai, ne fu predisposta una identica che venne posizionata sul rifugio nel giugno del 1980.
«Sulla targa di marmo con epigrafe - spiega il restauratore - abbiamo effettuato una pulizia con lucidatura della superficie, rovinata da abrasioni e graffi, mantenendo la "storicità" della lastra, su cui permangono alcuni aloni frutto del tempo e delle esposizioni. L'intervento più significativo è consistito nel riprendere le lettere, negli anni scurite e sbordate a causa di una manutenzione approssimativa, ripristinandone il colore originario. Le scritte infatti non erano nere bensì rosse, come tipico delle lastre e lapidi riferite ad eventi legati alla Resistenza e alle lotte antifasciste. Un colore che si è voluto riportare in evidenza dopo che negli anni era stato "sporcato" e che è tanto più significativo per il suo valore simbolico».
UNA VITTORIA EROICA
«L’evento ricordato dalla lastra – come spiega Marco Minardi, direttore Isrec – si colloca all’inizio della lotta di Liberazione, in cui buona parte di coloro che entreranno nelle file partigiane non ne fanno ancora parte. I 9 partigiani erano un distaccamento del Battaglione Picelli delle Brigate Garibaldi, capitanato da Fermo Ognibene, da cui si erano divisi a Pontremoli, ed erano giunti al Lago Santo guidati dal vicecomandante “Facio”. Lì il giorno dopo erano stati circondati dalla Gnr e dai tedeschi, passando la notte a combattere asserragliati nel rifugio contro un centinaio di nemici che alla fine si ritirarono. La lapide rappresenta uno dei rarissimi casi di commemorazione non di caduti ma di combattenti - conclude - che hanno resistito, conseguendo una vittoria eroica».
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