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Seconda ondata (di bufale)

Seconda ondata (di bufale)

di ANTONIO RINALDI

06 Luglio 2020, 09:20

Purtroppo, come sempre accade, l’assenza di certezze genera miti e alimenta teorie, e questo non poteva non accadere anche per l’ipotetica «seconda ondata» Covid-19, che divide anche i virologi tra chi la ritiene una certezza e chi pensa che dipenda totalmente dai nostri comportamenti. Qualche giorno fa un membro importante del’Oms (che pur non rappresentava in quella sua dichiarazione la voce ufficiale dell’organizzazione) ha affermato che Covid-19 si sta comportando come la Spagnola (che portò 50 milioni di morti tra 1918 e 1920) e che dopo una pausa estiva si ripresentò in autunno in una seconda ondata. E subito c’è chi ha pensato di «puntualizzare» che i 50 milioni di morti furono dovuti al vaccino prodotto per quell’influenza e inoculato prima della seconda ondata. Mentre altri hanno tagliato corto battezzandola come una previsione molto semplice, dal momento che non si tratta di una previsione, ma di una rivelazione di qualcosa di già pianificato (ovvero la seconda ondata stessa). 

Che dire, attenendosi ai fatti storici accertati e documentati? Tutto il decorso della Spagnola avvenne in assenza di vaccini (che erano giù in uso per altre malattie importanti, ma per l’influenza furono predisposti solo circa vent’anni dopo). Interessante notare come già nel 1918 c’era comunque chi attribuiva colpe ai vaccini, fu incolpato (e poi assolto) lo scienziato Richard Pfeiffer che aveva condotto sperimentazioni anche di tipo vaccinale proprio per cercare di individuare e debellare l’agente patogeno che generava la Spagnola.
Per quanto riguarda il dubbio che la seconda ondata sarebbe stata pianificata, beh quello chiaramente andrebbe dimostrato con delle prove concrete, ma speriamo semplicemente che questa «notizia» venga smentita nei fatti semplicemente perché non ci sarà una seconda ondata.

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